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Un partito non stalinista

Bruno Grieco
Marsilio, venezia, 2004

La storia del Partito comunista è incompleta: molto del periodo in cui Ruggero Grieco ne è stato segretario, ossia dalla seconda metà del 1934 alla primavera del 1938, viene ignorato o liquidato in poche pagine. Togliatti ha occultato gran parte delle carte di quel tempo, timoroso della popolarità che Grieco aveva acquistato negli ambienti dell'antifascismo italiano, tra i quali era stimato per essersi fatto promotore del patto di Unità d'azione Pci-Psi, dei ripetuti contatti con Giustizia e Libertà, degli appelli rivolti dal Comitato centrale ai cattolici. E' proprio in quegli anni, infatti, che il Comitato centrale del Pci rompe con la teoria del socialfascismo. Il Comitato centrale, sotto la guida di Grieco, tese ad applicare tutte le indicazioni che pervenivano direttamente o indirettamente da Gramsci, a costruire un partito che tesseva le fila dell'antifascismo, capace di preparare il terreno all'insurrezione e alla Resistenza in Italia. A rivelare per primo alcuni di questi aspetti oscuri è stato nel 1966 Giorgio Amendola che fece sapere pubblicamente che Grieco era stato per quattro anni segretario del Partito. Grieco stesso, al figlio Bruno, non l'aveva mai comunicato. I documenti d'archivio di quegli anni sono tuttora 'riservati'. Ma molto, moltissimo è stato possibile portare comunque alla luce. Le carte del Comintern, contenute nel libro, sono rivelatrici e vengono pubblicate per la prima volta.

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