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Maggio a Palermo. Una storia per Francesca Morvillo

Gilda Terranova
Einaudi Ragazzi, 2022

Maggio a Palermo. Una storia per Francesca Morvillo di Gilda Terranova, insegnante di lettere palermitana, ricostruisce, nel trentennale delle stragi del 1992, la vicenda della magistrata assassinata insieme al marito, Giovanni Falcone, e a 3 agenti della scorta. Il libro pubblicato per l’editore Einaudi Ragazzi ha l’obiettivo di far conoscere questa storia di fermezza e coraggio.

Siamo a Palermo tra il 1986 e il 1992: negli anni dal maxi processo alle stragi.

Tutto viene raccontato attraverso gli occhi di Laura, un’adolescente degli anni Ottanta, “anche lei nel suo maggio”, piena di progetti e sogni, con capelli cotonati e pattini a stivaletto per muoversi più rapidamente. Frequenta un liceo di Palermo e ogni mattina al bar incontra Francesca, una donna elegante dal sorriso timido.


Laura, in punta di piedi, ci guida nella vita di Francesca Morvillo, troppo spesso ricordata solo per essere “la moglie di” Giovanni Falcone, ma la cui storia è quella dell’unico magistrato donna in Italia vittima di mafia, morta insieme al marito perché ha scelto con coraggio e determinazione di sostenerlo fino alla fine. “Una figura esemplare per le ragazze e i ragazzi di oggi e domani”, come il libro ci ricorda.

L’autrice ha scritto il libro per Francesca Morvillo, come lei stessa precisa, per omaggiare la storia di questa donna, “consegnata a quarantasei anni ad un’eterna giovinezza, come accade a chi muore troppo presto.”

Finora non si è scritto molto su Francesca Morvillo, ma la sua storia deve essere raccontata.

E questo libro con garbo e rispetto riesce nell’intento di farci conoscere il magistrato da punti di vista diversi, come quello professionale: “Fin dai primi incarichi lavorativi, Francesca Morvillo mostrava una riservatezza esemplare, dote fondamentale per un magistrato. Una donna di legge vecchio stampo.” Con il marito condivideva non solo l’amore per il proprio lavoro, ma anche intenti e ideali.  Decise di vivere una vita sotto scorta, priva di molte libertà, ma non di quella di esercitare fino all’ultimo giorno il suo lavoro:“Lei non ha mai smesso di lavorare, nemmeno nei momenti più difficili; non ha mai rinunciato alla sua professione.”

Maggio a Palermo ci racconta di una mafia diversa, vissuta quotidianamente in cui una decisione semplice come scegliere il percorso per tornare a casa può significare avere salva la vita oppure no: “In quella sorta di gincana su ruote tra i nomi e le date di una carneficina inaudita, Laura, nel suo percorso casa-scuola, aveva cominciato a fare inconsapevolmente delle strane deviazioni per schivare i luoghi dove le corone di fiori appassite le facevano più impressione.”

Nel corso degli anni, Laura passa dal liceo all’università, sullo sfondo di una Palermo buia e sotto assedio, dove imperversa una guerra di mafia senza tregua. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono sempre più vicini ad essere dei “cadaveri ambulanti”, come aveva intuito Ninni Cassarà, poliziotto e storico amico di Falcone, assassinato dalla mafia a 36 anni. Sono numerose le vittime innocenti uccise nelle strade di Palermo in quegli anni, fino alla strage di Capaci e all’epilogo tragico dell’attentato di Via D’Amelio: “Carabinieri, commissari, giornalisti, giudici, politici, poliziotti, medici erano stati eliminati dalla mafia come birilli, uno dopo l’altro, uccisi per punizione e per prevenzione.” L’attentato di Capaci è stato un evento traumatico per tutti, in particolar modo per i palermitani che si ricordano bene dove fossero quel 23 maggio alle 17:58, ora dell’esplosione.

Il libro è consigliato perché fa conoscere con un linguaggio narrativo semplice ed attuale un periodo storico recente, ma poco conosciuto dai ragazzi.

Età di lettura: da 11 anni.

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