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Grandangolo

Simone Somekh
Giustina, 2017

Spesso in Italia il talento è penalizzato solo per motivi anagrafici, e i giovani brillanti non riescono a emergere e a farsi conoscere. Un grosso plauso va quindi alla casa editrice Giuntina, che ha meritatamente pubblicato il primo romanzo di Simone Somekh, classe 1994, scritto all’età di ventun anni.

Grandangolo racconta la storia di Ezra Kramer, giovane ebreo americano nato e cresciuto all’interno della comunità ultraortodossa di Brighton, e della sua passione per la fotografia. Tale passione, vietata e osteggiata dalla famiglia e dalla comunità, lo porta a mettere in discussione la tradizione, le rigide regole e i precetti della sua religione, fino a staccarsene e abbandonare famiglia e affetti per realizzare il proprio sogno e diventare un fotografo di moda. Dalla New York patinata, passando nel Bahrein durante la primavera araba, Ezra arriverà infine a Tel Aviv, dove riuscirà a ricostruire la propria vita riconciliandosi con il passato e soprattutto con la propria ebraicità.

Con una scrittura pulita e lineare, tipica del giornalista, Somekh descrive, proprio da giornalista, le vicende del protagonista e i personaggi che lo circondano, senza esprimere giudizi, suscitare antipatie o simpatie, ma evidenziandone i tratti più peculiari e portando alla luce tematiche profonde, che ruotano intorno all’eterno dualismo tra tradizione e innovazione, identità culturale e cambiamento. Il passaggio dalla vita di comunità, regolata da norme fisse e immutabili che di fatto sembrano annullare l’individualità e il libero arbitrio, alla vita autodeterminata, che richiede costantemente scelte e decisioni in un mare di dubbi e incertezze, raggiunge il suo compimento proprio in Israele, all’interno di un ebraismo più culturale che religioso, capace di guidare l’individuo, senza opprimerlo, ma aprendolo al nuovo e permettendogli di crescere.

Proveniente da un mondo in cui sono i precetti a determinare e conservare l’individuo, il giovane protagonista, che ha il coraggio di ribellarsi per seguire le proprie inclinazioni, sceglie di essere egli stesso a decidere quali saranno i precetti che lo determineranno e lo conserveranno come individuo, ed è ancora più bello che la sua storia sia opera di un ventenne.

Tea Camporesi

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