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Grido della terra e lotta di liberazione

Giuseppe Deiana
Edizioni Unicopli, 2017

“Nel contesto del continente sudamericano, con particolare riferimento all’Amazzonia, i Giusti di ieri e di oggi sono rappresentati dalle donne e dagli uomini appassionati, cioè animati dal desiderio, spinto fino al sacrificio della vita, di difendere e potenziare la dignità umana collegandola strettamente all’impegno concreto per la salvezza della terra, entro una visione globale del rapporto tra l’uomo e l’ambiente come ecologia integrale, in cui rientra e acquista senso forte anche la salvaguardia delle popolazioni indigene dell’America Latina e del pianeta intero. Nell’alternativa irriducibile tra i carnefici e le vittime, anche i giusti della foresta e di ogni altro contesto sono protagonisti di una rivoluzione copernicana, intesa in senso antropologico ed etico, nel rapporto io-altro: non è l’altro a “girare” intorno a me, ma sono io a girare intorno all’altro, come scelta morale attenta al noi del vivere comunitario”.

Scriveva così Giuseppe Deiana, autore del libro, in un editoriale per Gariwo sui “Giusti della Foresta”, donne e uomini, religiosi e laici impegnati nella difesa dell’ambiente e delle popolazioni indigene. “Perché se muore l’Amazzonia - scrive ancora Deiana - muore il mondo intero, come destino di una nuova era, caratterizzata dalle profonde e per tanti versi irreversibili modifiche apportate dall’uomo all’equilibrio del pianeta”.

Di questa istanza si è fatto interprete da molti anni il vescovo austro-brasiliano Erwin Kräutler - figura centrale nel libro -, il cui pensiero e la cui azione sono assunti come chiave di lettura della questione amazzonica e latinoamericana. Nato in Austria nel 1939, Kräutler scelse di recarsi come missionario in Brasile, dove sarà vescovo dal 1981 al 2005. Fin dai primi anni nello Stato del Parà si schierò nettamente per una rivendicazione della giustizia in favore degli indios, dei lavoratori della terra e della foresta amazzonica. Più volte minacciato di morte, scampato ad attentati contro la propria vita, Kräutler è oggi costretto a vivere sotto scorta.

Adattando la famosa frase del Talmud, che qui è articolata come “Chi salva la Foresta e le sue popolazioni salva il pianeta e l’umanità”, Deiana unisce le ragioni di una parte della Chiesa latinoamericana a quelle dei leader dei Movimenti popolari e sociali in una eco-teologia della librazione, nel senso della conversione ecologica del pianeta a partire dai bisogni degli ultimi. Una sfida per il nuovo millennio, che segna il futuro dell’umanità.

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