English version | Cerca nel sito:

Il genio americano. Sconfiggere Trump e la pandemia globale

Massimo Teodori
Rubettino, 2020

Teodori ricostruisce un percorso attraverso la democrazia statunitense, dai padri costituenti all’America First. Il suo genio americano, linearmente descritto senza troppi fronzoli, è la democrazia liberale fondata sul presidenzialismo, il Bill of Rights, l’internazionalismo antitotalitario, la “sacralità" delle elezioni ogni quattro anni. Un modello di Paese che, seppure macchiato all’origine, c'è da dirlo, dalle proprie pagine tremendamente buie - la schiavitù prima di tutto -, è riuscito secondo l’americanista in qualche modo a tenere viva la sua Costituzione dal 1787, mentre il vecchio continente veniva trascinato alla deriva da continui sconvolgimenti e regimi autoritari.

L’autore ci delinea un’immagine dell'America democratica, difesa dalla scadenza periodica del mandato presidenziale, che si cancella mentre incontra il proprio lato oscuro, come titola la seconda parte del libro, quell’involuzione illiberale emersa quando, con Donald Trump, si è lasciato che il populismo entrasse trionfante alla Casa Bianca. Un governo, quello di Trump, originato essenzialmente dalla paura: del terrorismo islamista, della crisi economica, dell’"uomo di colore" che minaccia l’Homo americanus - il bianco che civilizza le “razze inferiori”-, retaggio di un passato mai scomparso che Trump ha tirato fuori dal cilindro sfruttando le insicurezze del nostro tempo. Una legittimazione fomentata dalla teoria del complotto di chi vuole bloccare la “vera America”, prima fra tutti l’Europa, nata, secondo il presidente bianco, al mero scopo di sfruttare gli Stati Uniti.

La politica di Trump ha fatto poi delle fake news e dell’hate speech armi potenti, innalzando la bandiera della libera espressione e semplificando il tema della cancel culture - una questione assai complessa da scindere rispetto alle rivendicazioni di diritti degli afroamericani e delle minoranze -, per continuare a seminare indisturbato razzismo, odio, violenza delle parole, e non solo. Ci ricorderebbe in questo caso James Baldwin le sue sagge parole: “Possiamo non essere d’accordo e continuare a volerci bene, a meno che il tuo disaccordo non sia radicato nella mia oppressione e nella negazione della mia umanità e del mio diritto di esistere”.

Gli USA hanno quindi smesso di essere i leader internazionali del mondo, gli adulti responsabili, come li ha chiamati lo storico Yuval Noah Harari, per diventare simpatizzanti degli autocrati e difensori degli interessi americani secondo Trump: quelli di alcuni limitati settori dell’economia, non certo quelli delle fasce più deboli; a discapito di un modello economico che guarda al futuro e, soprattutto, dell’ambiente, capofila dei bistrattati dall’attuale presidenza.

In questo clima è arrivato il Covid-19, che ha messo in dubbio anche l’ultimo baluardo della solidità americana, l’economia forte, mostrando prepotentemente mancanza di tutela della salute e di chi ha meno. A questo punto, Teodori ci fa riflettere su cosa, secondo la sua lettura, potrebbe succedere dopo le prossime elezioni previste per novembre: se venisse confermato il presidente populista si andrebbe rafforzando quel processo di allontanamento della democrazia liberale degli ultimi anni; se invece prevalesse l’ex vice di Obama, Joe Biden, allora ci sarebbe "una speranza di rinverdire quella vena democratica dell’America”, a guida dell’Occidente, con i temi salute e tutela ambientale al primo posto.

Helena Savoldelli, Redazione Gariwo

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Libri - Opere varie

per approfondire

segnalate da Gariwo