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Pensare L'Islam

La copertina del libro

La copertina del libro Illibraio.it

Michel Onfray
Corriere della Sera, 2016

L’Islam è una religione di pace o di incitamento alla guerra? Gli insegnamenti del Corano sono compatibili con le società occidentali, dove molti musulmani ormai vivono? A queste domande cerca di rispondere Michel Onfray nel saggio Pensare l’Islam, sollecitando il lettore ad analizzare razionalmente la realtà e a riflettere su religione, terrorismo e responsabilità dell’Occidente per le “guerre coloniali combattute dal 2001 per fini politici ed economici mascherati con il pretesto di difendere la democrazia e i diritti umani”.

Il filosofo libertario francese, famoso per il Trattato di ateologia del 2005, nel nuovo libro critica aspramente la retorica e l’ipocrisia del “politicamente corretto’ che, a suo avviso, in Francia ha portato il governo e gran parte della classe dirigente e intellettuale a una politica schizofrenica: islamofoba all’estero (con i bombardamenti in Iraq, Afghanistan, Libia, Mali e contro lo Stato Islamico) e filoislamica all’interno.

“L’Islam francese è stato sempre rappresentato come privo di legami con l’Islam planetario. Questo vuol dire misconoscere il significato del termine umma, che definisce la comunità totale dei musulmani sul pianeta. Significa anche passare sotto silenzio la rivendicazione degli assassini di Charlie Hebdo, che si richiamano invece, nonostante siano francesi, all’Al Qaeda yemenita: la comunità, la umma, se ne infischia delle frontiere e delle nazioni” scrive Onfray.
Dura perciò la sua polemica verso “i media dominanti e la classe politica, che ripetono l’antifona di un Islam ‘religione di pace, di tolleranza e di amore’, e non devono aver proprio mai letto il Corano, gli hadith di Maometto o la sua biografia”, che invece lo scrittore rivendica di avere studiato in modo approfondito e che cita in più occasioni, confrontando le diverse interpretazioni ed evidenziando le contraddizioni presenti nel testo sacro dei musulmani, che accanto a messaggi di amore e tolleranza, trasmette insegnamenti di crudeltà, odio per le donne, spirito bellicoso.

Pensare l’Islam è stato pubblicato in Italia a inizio febbraio 2016 da Ponte alle Grazie nella collana ‘Saggi’ e dal Corriere della Sera per la collana ‘Il dibattito delle idee’. In Francia, invece, è stato distribuito solo a partire dal mese di marzo, dopo che l’autore, di intesa con l’editore Grasset & Fasquelle, aveva inizialmente preferito sospendere l’uscita sul mercato nazionale, perché riteneva che subito dopo la strage di Parigi del 13 novembre 2015 non sarebbe stato possibile aprire un dibattito sereno a proposito dell’islam.

“In Francia non è più permesso pensare…. A noi resta soltanto la politica della compassione, una politica estremamente efficace per incrementare le vendite dei giornali e far risalire le percentuali dei sondaggi…. Restano solo le candele e i mazzi di fiori, straordinariamente utili a far crescere gli indici d’ascolto dei canali allnews”, ha scritto Onfray nella postfazione dell’edizione italiana intitolata polemicamente “Il pesce puzza dalla testa. Parigi non è una festa”.

Nell’introduzione intitolata “Non ridere, non piangere, ma comprendere”, l’autore rievoca la giornata del 7 gennaio 2015: l’annuncio, nel telegiornale delle 7 del mattino, dell’invio da parte della Francia di un sottomarino nucleare sulle coste del Mediterraneo, non lontano dalla Siria (“Siamo in guerra. E questa guerra è stata dichiarato dopo l’11settembre dal clan dei Bush”). Poche ore dopo, l’attacco a colpi di kalashnikov dei terroristi alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo.
Chi non si adegua all’ideologia dominante e vuole analizzare questi fatti con lucidità e senza ipocrisie è tacciato di islamofobia, dice il filosofo, sottolineando che Michel Houellebecq nel romanzo Sottomissione, aspramente criticato e accusato di preannunciare, e quasi evocare, una guerra civile in una Francia islamizzata del futuro, dopo gli attentati di Parigi si è trovato in realtà “a raccontare il nostro presente”.

Pensare l’islam contiene poi una lunga intervista data alla giornalista algerina Asma Kouar, che tocca i temi del confronto tra Islam e Occidente, dei rapporti tra Islam e altre ideologie, della laicità, del terrorismo, delle guerre.

Onfray, uno dei più popolari e controversi filosofi europei, dichiaratamente ateo, anarchico, edonista, simpatizzante del socialismo libertario, ha fondato l’Università popolare di Caen. Le sue oltre 80 opere sono tradotte in molte lingue.

Viviana Vestrucci, Redazione Gariwo

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