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Sgretolamento. Voci senza filtro

Antonio Ferrari
Jaca Book, 2013

“Questo libro… non vuole essere, e non è, una raccolta di interviste”, ci avverte subito l’autore.

Anzi, aggiungiamo noi, risulta pure impossibile definire il genere letterario a cui il testo appartiene. Non si possono usare sostantivi, ma solo aggettivi.

Non è un saggio storico, ma ci fornisce il contesto, il quadro di riferimento, le condizioni economiche, sociali, geopolitiche e delinea i meccanismi diplomatici nazionali e sovranazionali per ogni ambiente. È spesso spiazzante, con una visione trasversale originale e senza preconcetti.

Non è una raccolta di novelle, ma ha ugualmente una grande potenza espressiva. Ha la capacità di farci immergere nelle atmosfere che ci descrive, dai caffè di Beirut al suo piatto preferito, il tabulè, dal castello di Jumblatt alle fredde stanze d’albergo dell’Europa dell’Est.

Non è un racconto noir o un romanzo d’avventura, eppure contiene molti elementi di suspense, depistaggi, spie, servizi segreti, omicidi, bicchierini di vodka drogati, di cui “l’inviato speciale” farà direttamente le spese.

Non è un’autobiografia, ma contiene molti elementi dell’autore, indizi sul giornalista e sull’uomo, racconto in prima persona di esperienze, sentimenti e convinzioni interiori proprie.

I suoi affreschi dei personaggi sono fulminanti; riescono in poche parole a descrivere i lati positivi e negativi dell’intervistato e a volte anche di chi lo circonda, inclinazioni, debolezze, determinazione, stupidità, abilità, ingenuità, furbizia.

È sicuramente il racconto, curioso, sorprendente, ironico, a volte paradossale, ma sempre estremamente interessante, dei retroscena – da cui il sottotitolo “Voci senza filtro”. Un racconto utilissimo, perché ci fornisce gli strumenti per capire meglio, “facendo emergere inattese verità o sorprendenti bugie, coraggio o viltà, inadeguatezza o senso di superiorità”. Qui emerge prepotente il giornalista, la sua attitudine alla “schiena dritta” e all’autonomia di pensiero, qualità umane oltre che professionali: rigore e profondità.

Il periodo che le rivelazioni di questa grande firma ci permettono di cogliere più a fondo, è uno di quei passaggi cruciali che segnano la storia di un secolo: gli anni ’80 della caduta del Muro di Berlino, lo “sgretolamento” del titolo, “che ha cambiato gli equilibri del mondo” con “il tramonto dell’Impero dell’Est e le sue conseguenze nei Balcani, ma soprattutto nel Medio Oriente e sulle sponde del nostro Mediterraneo”. Quindi, tra le altre cose, un passaggio che ci riguarda molto da vicino.

La fitta rete di indizi che ogni pagina ci offre, è una messe straordinaria per chi si esercita nella ricerca storica, cioè per chi ha bisogno di fonti certe, di testimoni che aiutino a interpretare se non a decriptare i documenti alla ricerca della verità o perlomeno di una migliore approssimazione lungo quella via.

Ferrari spazia da un Paese all’altro, indaga la crisi di sistema, fiuta l’aria e avverte in anticipo i pericoli, indovina la rottura degli equilibri, sa come sondare il terreno, come avvicinarsi alle domande cruciali, soprattutto sa analizzare le situazioni per cogliere il senso vero delle risposte sotto la superficie. È un grande conoscitore di uomini e mondi, ambienti, appartenenze, costumi e mentalità. Per questo la sua narrazione è in grado di fornirci interpretazioni spesso sorprendenti, originali e controcorrente.

Scorrendo i vari capitoli ci troviamo catapultati nei giorni drammatici del nostro passato recente e capiamo di avere tra le mani uno strumento prezioso: ci prende la frenesia di saperne di più, ci buttiamo a capofitto tra le pagine, spulciando nell’indice alla ricerca dei personaggi che sappiamo celare le risposte agli enigmi più tragici e intriganti su cui ci siamo invano interrogati, con la sensazione esaltante di arrivare finalmenteal dunque, di aprire uno scrigno che contiene i codici per risolverli. Attraverso di lui ci troviamo faccia a faccia con Arafat e re Hussein di Giordania, Ceausescu e i Gemayel libanesi, Papandreou e Theodorakis, i dissidenti praghesi, i Lupi Grigi, Simon Wiesenthal e Giulio Andreotti. Ma anche giornalisti che hanno pagato con la vita la stessa voglia di verità, come il turco Ugur Mumcu.

Antonio Ferrari con questo libro ci ha fatto – e ci farà ancora, visto che è già in cantiere il seguito – un regalo straordinario: ci ha messo a disposizione la sua esperienza, ci ha svelato i retroscena, ci ha aperto un mondo, ci ha fornito chiavi di lettura lucide e convincenti. In una parola ci ha incantato perché ci ha offerto la sua intelligenza, quello che solo un grande giornalista sa fare. È andato in avanscoperta per noi ed è tornato con una spiegazione, la più vera - o almeno la più verosimile – da sottoporci per confrontarsi con noi - i suoi lettori - e i suoi colleghi.

Il tema che attraversa ogni intervista, che ritorna come principale preoccupazione dell’autore, è proprio quello del rapporto tra verità e apparenza. Si avverte lo sforzo di arrivare il più possibile vicino alla verità usando le armi di una professione vissuta con la passione di una vita: intuizione, diffidenza, scaltrezza, vigore morale e sensibilità umana, controllo rigoroso delle fonti, capacità di analisi.

La sensazione è quella di un sipario che lentamente si alza: una sensazione che riguarda soprattutto coloro che negli anni ’80 erano già adulti e hanno vissuto in diretta quegli avvenimenti con consapevolezza e preoccupazione. Ma per i giovani le “voci senza filtro” sono ancora più importanti perché riportano in vita episodi, personaggi, storie solo vagamente percepite o totalmente ignorate e aiutano a scoprire un passato avvolto nelle nebbie dell’ignoranza e dell’approssimazione. Il titolo stesso non poteva essere più accattivante: “sgretolamento” incuriosisce, stuzzica la voglia di approfondire, di capire di che cosa si tratta,di conoscere un passato “strano”, che ci appartiene. Può svolgere un’importante funzione di stimolo per la formazione dei ragazzi, nel renderli cittadini consapevoli, soprattutto nell’analisi degli uomini potenti e dei vasti scenari della politica. I genitori dovrebbero regalarlo ai propri figli e leggerlo con loro per ripercorre insieme il ricordo di quegli anni, di come eravamo e cosa siamo diventati. E lo stesso dovrebbero fare gli insegnanti con i loro studenti adolescenti: adottare questo libro per accompagnare lo studio della contemporaneità.

“Sgretolamento” può essere inserito a pieno titolo nella memoria storica, come preziosa e lucida testimonianza di un mondo che non esiste più, ma i cui lasciti nel bene e nel male continuano a influenzare profondamente il presente.

Ulianova Radice, direttore di Gariwo, la foresta dei Giusti

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