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Care ragazze, cari ragazzi

Mauro Matteucci
ISRPt Editore, 2015

Il libro è sostanzialmente un epistolario a tre: la scrittrice Liana Millu, Mauro Matteucci (docente dell’ISA Petrocchi) e gli studenti di alcune classi dell’Istituto. Liana Millu era diventata celebre per il suo libro Il fumo di Birkenau (pubblicato dalla Giuntina) sulla sua esperienza nel lager. La scelta della scrittrice – un’ebrea pisana, poi vissuta per gran parte della sua vita a Genova – fu dovuta al fatto che la classe era in maggioranza femminile e si voleva privilegiare la scrittura di una donna nel descrivere l’inferno concentrazionario del campo di sterminio. La decisione si rivelò felice: la Millu intrattenne con grande freschezza e capacità comunicativa per circa dieci anni, dal 1996 (data del primo contatto telefonico) fino alla sua morte, avvenuta il 6 febbraio 2005, un fecondo dialogo con gli studenti del Petrocchi, nonostante il naturale avvicendarsi delle classi. Lo scambio epistolare cominciò nel giugno 1997 in occasione dell’allestimento della mostra Auschwitz. La memoria educante (momento importante sul piano educativo per l’intera scuola pistoiese), ma contatti con gli studenti c’erano già stati precedentemente, in particolare in occasione della visita della classe I C biennio sperimentale dell’Istituto stesso ai lager di Auschwitz-Birkenau. Da allora s’instaurò un dialogo costante sia per telefono, sia per via epistolare.

La scelta di pubblicare queste lettere risponde a un duplice obiettivo: da una parte ricordare nel decennale della scomparsa una grande scrittrice, educatrice e testimone, che seppe dare sicuramente una delle testimonianze più toccanti della vita nel lager; dall’altra rivolgere un messaggio, in particolare alle giovani generazioni – a questo fine si ispira la scelta del titolo Care ragazze, cari ragazzi con cui cominciano le lettere inviate agli studenti – di fronte alla complessità del tempo presente, in cui le diversità debbono convivere e arricchirsi vicendevolmente senza portare a scontri cosiddetti di civiltà. Gli aspetti educativi sono d’altra parte predominanti nelle lettere della Millu: consigli, esortazioni, apprezzamenti. Chi seppe resistere con la sua umanità e resistenza etica alla volontà malefica di chi voleva cancellarle, può dare oggi ai giovani un insegnamento ineludibile basato sui valori fondanti della convivenza civile, come la tolleranza, il rispetto e la cura dell’altro. Proprio per questo a Liana Millu è stata dedicata una pietra nel Giardino dei Giusti di Pistoia.

Il libro è composto di 112 pagine, con l’introduzione del dottor Roberto Barontini, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea in provincia di Pistoia, la prefazione di Mauro Matteucci, le lettere di Liana Millu,una nota biografica sulla scrittrice, la postfazione di Piero Stefani, esperto di ebraismo, amico e curatore di alcune pubblicazioni della scrittrice, l’appendice documentaria con articolo di Cesare Sartori su “La Nazione” che riassume i progetti educativi del “Petrocchi”, l’appendice fotografica.

Mauro Matteucci, curatore dell’opera, è coordinatore del Centro di documentazione e di progetto don Lorenzo Milani di Pistoia, collaboratore del Centro Studi Giuseppe Donati di Pistoia insieme al quale ha promosso il Giardino dei Giusti di Pistoia, oltre che docente nei corsi di alfabetizzazione degli immigrati presso l’associazione San Martino de Porres.

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