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Il giardino dei Giusti

Isacco Nuvoloni
Porto Seguro, 2022

Il giardino dei giusti di Isacco Nuvoloni è un romanzo storico ambientato nei paesaggi ameni del Lago d’Orta. Viene raccontata la quotidianità di un piccolo paese di provincia negli anni quaranta che vede al centro del suo mondo il ruolo chiave di Don Giovanni Vandoni, il giovane parroco di Cesara. Una quotidianità sconvolta dalle atrocità senza giustificazioni della guerra.

In questo contesto, Don Giovanni diventa una figura importante: un attivo collaboratore dei partigiani, offrendo loro rifugio, fungendo da staffetta e procurando documenti e informazioni. “Don Giovanni è così: non si lega agli oggetti ma alle persone, non agli averi ma ai sentimenti.” Antifascista da sempre, non vede la differenza tra ebrei e cristiani, fascisti e comunisti. Vede soltanto uomini, anime bisognose di essere indirizzate sulla strada della rettitudine. 

Si è sempre battuto per la realizzazione di una società più giusta, anche consapevole del fatto che in guerra si è costretti a schierarsi.

Fermo sostenitore che nelle parole e nei fatti: “L’importanza è la coerenza con il Bene.”

In questo vortice di eventi, conosciamo il carattere ruvido e sincero dei personaggi che popolano queste valli ed impariamo ad apprezzare la loro autenticità e la loro semplicità. Dai partigiani che lottano con fermezza e in minoranza per liberare la loro terra martoriata da una guerra priva di senso ai militari americani venuti in soccorso contro i nazi-fascisti.

Il governo americano decide di sostenere i partigiani con una missione segreta in Valsesia e in Val d’Ossola, al cui capo troviamo il Maggiore William V. Holohan, laureato in Legge ad Harvard, di professione avvocato, ufficiale stimato e attento ad eseguire gli ordini. Insieme a lui il tenente Aldo Icardi, il sergente Carl George Lo Dolce e due militari italo-americani Victor Giannino e Arthur Ciaramicola. Il Capitano William V.Holohan sostiene pienamente la causa partigiana, colpito dalla determinazione di questi montagnini, “capisce che se vuole vincere questa guerra deve seguirli senza remore o timori.”

“Perché lottare per un’idea significa patire la fame e il freddo, il dolore e la paura.”

Il romanzo, tratto da una storia vera, indaga gli aspetti più ancestrali dell’animo umano. Evidente è il contrasto tra la rettitudine del Maggiore Holohan, e l’avidità di alcuni militari americani corrotti e pronti alla fuga in Svizzera. Essi, invece che la tanto agognata fuga dalla guerra e la ricchezza in paesi esotici, troveranno sulla loro strada la morte. La solitudine travolge in maniera sempre più visibile il giovane parroco, che si sente sempre più estraneo in un mondo così cruento. In una spirale di morte e dolore che sembra non avere fine. Il racconto degli eventi è intervallato dagli scritti personali di Don Giovanni, molti dei quali rivolti a Dio. E qui capiamo la fede cieca e incrollabile del protagonista anche davanti al mistero della morte, e ad un simile annientamento della vita umana.

Vi sono tuttavia anche momenti di speranza, la nascita del piccolo Giorgio, nipote di Don Giovanni.

“Per un attimo la guerra, i sacrifici, il dolore e la paura si dissolvono.” C’è spazio solo per l’amore, l’amore che salva il mondo, l’amore tanto raccontato e nominato che adesso è presente e concreto nella nascita di una nuova vita. Don Giovanni Vandoni è un puro di cuore, un sacerdote che ha scelto di donare la sua vita agli altri e a Dio. Non si arrende di fronte alla brutalità degli eventi, non accetta che il dolore diventi consuetudine.

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