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L'amico ritrovato

Fred Uhlman
Feltrinelli, 1971, 96 pagine

L'amico ritrovato racconta la storia della profonda amicizia nata sui banchi di scuola tra due sedicenni, Hans Schwarz e Konradin von Hohenfels. Benchè i due ragazzi provengano da famiglie molto diverse ( Hans è figlio di un medico ebreo, mentre Konradin appartiene a una ricca e antichissima famiglia aristocratica molto vicina ad Hitler) tra loro nascerà un affetto profondo, consolidato dalle prime comuni passioni giovanili per la filosofia, per le monete antiche e dai frequenti confronti sui temi religiosi. Sullo sfondo la Stoccarda dei primi anni Trenta, l'ambiente opprimente dell'esclusivo liceo Karl Alexander, il serpeggiante antisemitismo che inizia a diffondersi tra dagli adulti, l'incapacità di comprendere quello che sta accadendo da parte della borghesia ebrea che ancora rivendica la propria cittadinanza in una Germania che non tarderà a emanare le leggi razziali di Hitler.
Poco tempo il legame si spezza irrimediabilmente: con la promulgazione delle leggi razziali arriva anche l'ineluttabile conversione di Konradin al nazismo, e Hans, già sottoposto a continue discriminazioni, tradito anche dall'ultimo amico rimasto, si trasferisce negli Stati Uniti dagli zii. Qui inizia una nuova vita, si laurea ad Harvard e diventa un avvocato di successo, ma il dolore per quel tradimento rimarrà sempre nel suo cuore.
Solo trent'anni dopo, aprendo una lettera inviata dal vecchio liceo di Stoccarda, che chiede un contributo per costruire un monumento in memoria degli studenti caduti durante la seconda Guerra Mondiale, Hans scopre che il suo amico Konradin è stato “implicato nel complotto per uccidere Hitler. Giustiziato”.

La critica:
"Un'opera letteraria rara", l'ha definito George Steiner sul New Yorker, "un capolavoro", ha scritto Arthur Koestler nell'introduzione all'edizione inglese del 1976. "Un libro che assilla la memoria... una gemma", "un racconto magistrale", hanno fatto eco The Sunday Express e The Financial Times di Londra. E infine Le Monde di Parigi: "uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania... Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione."

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