English version | Cerca nel sito:

Memoria

Discorso di Ruth Bader Ginsburg sulla Memoria

Possa la memoria di coloro che hanno perso la vita rimanere viva in tutti coloro che abitano questa terra giusta, persone di ogni colore e di ogni credo. Possa quella memoria rafforzare la nostra determinazione ad aiutare coloro che in patria e all’estero soffrono di ingiustizie nate dall’ignoranza e dall’intolleranza, a combattere i crimini che derivano dal razzismo e dai pregiudizi e a portare avanti il nostro impegno nella ricerca della democrazia e del rispetto della dignità umana di tutti i popoli del mondo.


A Gabriele Nissim la medaglia Raoul Wallenberg

La notizia del conferimento della Medaglia Raoul Wallenberg a Gabriele Nissim è stata pubblicata dal quotidiano Avvenire in un breve articolo della sezione Cultura. L'annuncio è stato ripreso anche dal quotidiano online Sussidiario.net, dal sito della Comunità ebraica di Milano Mosaico CEM, dal portale dell'ebraismo italiano Moked, dall'agenzia Angelipress e dall'Agenzia Comunica.


Gabriele Nissim premiato con la medaglia Raoul Wallenberg

In una lettera ufficiale indirizzata al destinatario del premio, il fondatore della Fondazione, Baruch Tenembaum, ha sottolineato che la scelta è ricaduta su Nissim per “l’instancabile dedizione, durata tutta la sua vita, verso le cause umanitarie, in primo luogo come Presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti, una organizzazione dedita a preservare e divulgare le gesta di persone che, attraverso le loro azioni, abbiano dato un contributo considerevole al miglioramento morale dell’umanità“.


La domanda che è al centro della nostra memoria

La memoria è la materia della propria identità, e ogni persona, ogni gruppo umano, ogni cultura o civiltà si narra eventi o miti che, in funzione di memoria, rendano conto di sé a sé stessi e del proprio esserci nel mondo. La memoria è una funzione della vita, e della costituzione di sé. Chi perde la memoria di sé, di sé non sa più nulla, perde sé stesso. Se non avessimo memoria di noi nel passato, non potremmo sentirci noi stessi ora, nella nostra attualità di soggetti.


Amos Luzzatto, un mondo che non c'è più

E così anche Amos Luzzatto non c’è più. Ogni volta che ci viene a mancare uno di questi grandi, espressione di un passato perduto forse definitivamente, abbiamo la sensazione di sentirci più soli, più isolati, più estranei al mondo in cui viviamo. La sua battaglia per le minoranze era rivolta a tutte le minoranze, non solo agli ebrei, l’ebraismo era un’apertura verso il mondo, non una chiusura all’interno. Gli ebrei dovevano essere l’avanguardia nella lotta per l’uguaglianza, diceva.


Una ragazzina giovane e ribelle a 90 anni

Cara Liliana, la prima cosa che ti vorrei dire per i tuoi novanta anni è grazie. Grazie di cuore. Sei una grande maestra della memoria. Fare memoria è un’arte perché non bisogna solo ricordare, ma trasmettere un pensiero chiaro e preciso che possa proporre dei nuovi comportamenti. Tu quando giri per le scuole e fai sentire la tua parola lanci sempre un messaggio di una grande chiarezza.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

leggi tutto

Multimedia

I Giusti per l'Armenia

il racconto di Pietro Kuciukian

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia