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Memoria

La memoria "complicata" delle Brigate Internazionali nella Guerra civile spagnola

Oggi questi volontari sono unanimemente esaltati in Occidente, esistono gruppi dediti alla loro memoria negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in molti altri paesi europei. C’è un’ampissima letteratura a riguardo e addirittura David Simon, creatore di The Wire, sta ora pianificando una serie drammatica sulle Brigate Internazionali. Altrove, l'opinione è diversa. In Polonia, ad esempio, le strade dedicate al battaglione Dabrowski delle Brigate Internazionali sono state rinominate dall'Istituto della memoria nazionale. La critica polacca mossa verso di loro è che i brigadieri avevano "servito lo stalinismo".


La memoria ci fa scegliere la vita

La memoria della Shoah ha permesso ad altri popoli di rivendicare sulla scena pubblica il diritto al riconoscimento delle loro sofferenze e il loro sacrosanto diritto di giustizia di fronte all’opinione pubblica internazionale. Oggi dobbiamo constatare come il percorso della memoria stia mostrando alcune criticità che, se non affrontate alla radice, rischiano di limitarne la funzione pedagogica e di mostrare una profonda inadeguatezza nei confronti delle nuove sfide del nostro tempo...


Senza la riduzione di disuguaglianze e ingiustizie la retorica commemorativa non ha effetto

“Per non dimenticare” e “Mai più” sono le due formule con cui, da qualche decennio a questa parte, commemoriamo il grande trauma storico della Shoah, il cui ricordo è stato eletto a pietra angolare dell’etica contemporanea, nonché nucleo narrativo attorno al quale raccogliere i pezzi sparsi di un’Europa in cerca di identità. Pochi si soffermano su cosa esattamente non debba ripetersi mai più. Editoriale della semiologa Valentina Pisanty, Università di Bergamo


I pensatori del Novecento che hanno elaborato il concetto innovativo dei Giusti e della responsabilità individuale

Il concetto di uomo giusto non è di nicchia, non riguarda comportamenti al di là dell’umano, di santi e di eroi, ma affronta la possibilità di ogni essere umano di incidere nella storia di fronte ad ogni genocidio, crimine contro l’umanità, o totalitarismo. Delinea quindi la possibilità dell’individuo non solo di essere argine contro il male, ma di prevenirlo e di anticipare il bene in ogni forma di relazione.


Discorso di Ruth Bader Ginsburg sulla Memoria

Possa la memoria di coloro che hanno perso la vita rimanere viva in tutti coloro che abitano questa terra giusta, persone di ogni colore e di ogni credo. Possa quella memoria rafforzare la nostra determinazione ad aiutare coloro che in patria e all’estero soffrono di ingiustizie nate dall’ignoranza e dall’intolleranza, a combattere i crimini che derivano dal razzismo e dai pregiudizi e a portare avanti il nostro impegno nella ricerca della democrazia e del rispetto della dignità umana di tutti i popoli del mondo.


A Gabriele Nissim la medaglia Raoul Wallenberg

La notizia del conferimento della Medaglia Raoul Wallenberg a Gabriele Nissim è stata pubblicata dal quotidiano Avvenire in un breve articolo della sezione Cultura. L'annuncio è stato ripreso anche dal quotidiano online Sussidiario.net, dal sito della Comunità ebraica di Milano Mosaico CEM, dal portale dell'ebraismo italiano Moked, dall'agenzia Angelipress e dall'Agenzia Comunica.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

Le parole di Emilio Barbarani

per il Giorno della Memoria 2018

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia