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Memoria

Per noi tedeschi questo “Mai più” significa soprattutto “Mai più da soli”

Questa frase vale in Europa più che in qualsiasi altro luogo. Dobbiamo tenere unita l’Europa. Dobbiamo pensare, sentire e agire da europei. Se in Europa, anche durante e dopo questa pandemia, non saremo uniti, allora ci dimostreremo indegni dell’8 maggio. Se l’Europa fallisce, fallisce anche questo “Mai più”!


La lezione pedagogica di Piero Martinetti: cura di sé, religione della coscienza, culto della memoria dei Giusti

Nello spirito dell'educazione alla scelta etica libera e responsabile, mediante l’esercizio riflessivo sull’esempio dei Giusti dell’umanità, il docente di Filosofia morale all'Università degli Studi di Milano Amedeo Vigorelli ci presenta il discorso di Piero Martinetti, il filosofo canavesano onorato il 6 marzo 2020 tra i Giusti del Giardino di Milano. Si tratta di un raro discorso, dal titolo La funzione della cultura, tenuto il 19 settembre 1926 a Castellamonte, su invito della Associazione Universitaria Canavesana, a cui il filosofo, vincendo la sua naturale ritrosia alle pubbliche cerimonie e all’ufficialità accademica, aderì con caloroso entusiasmo. 


Tre grandi questioni per il futuro dell'umanità

Non ce lo saremmo mai aspettati, ma oggi la pandemia mette gli uomini del mondo intero di fronte a delle scelte che possono cambiare le sorti dell’intero pianeta.
Come nella Resistenza e nel dopoguerra, si ripete una situazione dove il destino individuale è legato a quello dell’umanità intera. C’è la possibilità di essere artefici di un nuovo inizio che avrà ripercussioni nella vita di tutti.


Su Marek Edelman

Trentadue anni fa sono stata fortunata a incontrare Marek Edelman, meritare la sua amicizia e fiducia, inseparabili dalla responsabilità, affinché le generazioni future conservino questa memoria e professino tali valori.


Moshe Bejski e la speranza possibile

Moshe Bejski, l’artefice del Giardino dei Giusti di Gerusalemme, in uno degli ultimi colloqui che ebbi con lui nell’ottobre del 2006 (pochi mesi prima della sua scomparsa), in una stanza di un ospedale a Tel Aviv si lasciò andare ad una riflessione che ho sempre considerato il testamento morale della sua vita.


Il Covid-19 dà il via a un’altra ondata del virus dell’antisemitismo. C’è bisogno di una cura.

L'attuale politica di difesa della reputazione del popolo ebraico - sciocchezze del tipo "guarda quanto siamo carini e quanti premi Nobel ebrei ci sono" (chi se ne importa?) - è inefficace. Abbiamo bisogno di una pianificazione intelligente per una risposta combattiva anti-antisemitismo online. 


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

Intervista a Lizzie Doron

"I Giusti, il più alto livello di umanità"

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia