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Memoria

"Guardiamoci da amici anche se ci incontriamo per un attimo"

"Cancelliamo tutti insieme le parole odio e indifferenza, e abbracciamoci in una catena umana che trovi empatia e amore nel profondo del nostro essere, uomini e donne giusti, forti e liberi nelle loro scelte di vita". Così Liliana Segre ha concluso il suo discorso in Piazza della Scala durante la marcia contro l'odio


Merkel ad Auschwitz

Sta a noi decidere se chiudere o meno un periodo di pace senza precedenti, per l’Europa occidentale almeno, che traeva nutrimento dalla coscienza e dalla memoria dei crimini nazi-fascisti. Non vorrei, ma temo che le parole di Merkel ad Auschwitz saranno un giorno ricordate come il canto del cigno del Novecento, prima che sia apra su di noi un sipario di tenebre.


Giuseppe il nutritore: una metafora per i Giusti?

Sto rileggendo, in questi giorni, Giuseppe il nutritore: l’ultimo volume dell’epico romanzo di Thomas Mann Giuseppe e i suoi fratelli. La storia di Giuseppe, il figlio prediletto di Giacobbe e Rachele, venduto dai fratelli a dei mercanti nomadi e da questi portato come schiavo in Egitto, dove avrà una seconda vita, che ne conferma l’elezione divina e lo propone come salvatore del popolo egizio e di quello d’Israele, è forse la più celebre dell’Antico Testamento.


Una "Metodologia educativa dei Testimoni”

Far crescere la “coscienza di specie”. Questo il ruolo e la missione di Gariwo nel suo ambito specifico, con le sua originale “Metodologia educativa dei Testimoni” volta a suscitare energie di responsabilità e di scelte etiche: tracciare mappe cognitive, con guide viventi...


​Perché l’Albania è lo specchio dell’Europa di oggi

Edifici lasciati a metà, incompiuti: spesso un abbozzo appena di fondamenta – nudo cemento e ferri rugginosi che spuntano – che rispecchia le nubi. Attraversare in viaggio l’Albania significa imbattersi con frequenza in un simile paesaggio. Come non chiedersi, allora, quali volti e storie si celino dietro a questi ruderi?


La scorta di Liliana Segre dovremmo essere noi

Quando ho appreso, questa mattina, la notizia della scorta data a Liliana Segre, ho avuto due reazioni immediate. Innanzitutto, ho pensato a Liliana e alla forza che trasmette in ogni sua testimonianza. Poi, il pensiero è andato a un’immagine di Liliana Segre durante l’inaugurazione del Giardino dei Giusti di Milano, circondata da amici, istituzioni, giovani e cittadini. Una vera “scorta morale”. 


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

La didattica di Gariwo

Anna Maria Samuelli racconta come l'esempio dei Giusti aiuta l'educazione

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia