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Memoria

Perché la ‘Banalità del male’ di Hannah Arendt fa ancora arrabbiare gli israeliani?

Quasi 60 anni dopo aver partecipato e scritto del processo Eichmann, Hannah Arendt rimane una figura controversa tra gli intellettuali in Israele. La maggior parte dei suoi scritti sono stati tradotti in ebraico solo di recente. Le ragioni principali che l'hanno portata ad essere boicottata sono state soprattutto la sua interpretazione di Eichmann e la sua descrizione delle vittime della Shoah.


Germania: l'orrore, la colpa e la nuova destra

Che piaccia o meno, Berlino non vacilla, ma dimostra ancora tutta la sua fiducia nel futuro patrio e dell’Europa nella misura in cui non distoglie lo sguardo dall’orrore del passato. Che piaccia o meno a tanti italiani malati di Schadenfreude, che non aspettano altro che di gridare al ritorno della Germania nazista, il futuro del sogno europeo oggi vive e si determina a Berlino, non in una Roma sempre più lontana da ogni peso politico internazionale.


Prendere sul serio il negazionismo per educare alla memoria nel mondo arabo

Venerdì scorso il canale arabo Al-Jazeera ha postato sui suoi social un video negazionista della Shoah realizzato da due suoi giornalisti, facendolo poi rimuovere. "I suoi contenuti sono un condensato di pregiudizi molto radicati nel mondo arabo che testimoniano come la riflessione sulla Shoah e sui genocidi non sia mai stata elaborata. È quindi molto urgente un grande lavoro di educazione nei Paesi arabi e nelle nostre scuole".


Il Marrone: la storia di un Giusto

Domenica 19 maggio 2019, presso il Memoriale della Shoah di Milano - Piazza Edmond Jacob Safra, 1 -, si terrà la presentazione del progetto di realizzazione de “Il Marrone”: un film indipendente ispirato alla vita di Calogero Marrone, “Giusto tra le Nazioni” che salvò centinaia di ebrei fornendo loro documenti falsi.


Cent'anni dal genocidio dei Greci del Ponto

A cento anni dal genocidio, "della millenaria presenza dei greci dei Ponto sulle coste del Mar Nero sopravvivono la lingua, la cultura, i ricordi - tramandati di generazione in generazione -, e il dovere morale, per noi discendenti dei sopravvissuti, di mantenere viva la memoria delle 353 mila vittime, che non hanno avuto neppure il diritto a una tomba". Di Maria Tatsos, giornalista e scrittrice. 


Polonia, "ebrei invisibili"?

"Dopo il crollo del comunismo, per vent’anni i sondaggi hanno rilevato un indebolimento dell’antisemitismo che sembrava addirittura sparito dal panorama politico. Alla fine degli anni ’90 essere antisemiti è ritornata a essere una posizione accettabile, tollerata." Dall'intervista a Konstanty Gebert di Elisabetta Rosaspina


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Il libro

Il segreto

Antonio Ferrari

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia