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Memoria

"Questi libri pieni d'odio? Ripubblichiamoli."

Il Mein Kampf, i Turner Diaries, ora i pamphlet antisemiti di Louis-Ferdinand Céline, il celebre autore di Viaggio al termine della notte, che si macchiò di razzismo e di filo nazismo. Il giornalista Padraig Reid propone su Haaretz una riflessione sulla scelta di pubblicare questi testi con commenti critici, anziché censurarli per il loro contenuto di odio. La presentiamo tradotta.


Giorno della Memoria 2018

Come ogni anno, le città italiane organizzano numerose iniziative per ricordare le vittime del nazismo e lo sterminio degli ebrei.


Responsabilità contro Indifferenza. Oggi come ieri, scegliamo di accogliere

Appuntamento annuale dell’Associazione del Giardino dei Giusti di Milano con insegnanti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado per celebrare la Giornata della Memoria, con un'iniziativa che prende avvio dal tema dell’accoglienza. Appuntamento il 24 gennaio alle 9.30 al Teatro Elfo Puccini di Milano.


L’estrema destra tedesca e il nazismo

La Germania rappresenta un baluardo di civiltà nell’Europa di oggi. Mentre imperversano in tutto il continente recrudescenze nazionalistiche e xenofobia - dall’Austria alla Polonia, dalla Francia all’Ungheria, per limitarsi solo a alcuni esempi più noti - lo Stato tedesco si dimostra in larga parte non solo un’eccezione, ma anche un modello che varrebbe la pena studiare e approfondire, al di là di stereotipi e pregiudizi, anche in Italia.


MAYN LIDELE - CANTI YIDDISH, EBRAICI E DI MEMORIA

Piero Nissim - musicista, esperantista e burattinaio italiano, da poco vincitore del Premio CCVSI "Poeti e Poesia" - ha portato una testimonianza musicale sui temi salienti della Resistenza civile in Toscana all’interno del suo concerto o “incontro/racconto”, come gli piace definirlo, “MAYN LIDELE” - CANTI YIDDISH, EBRAICI E DI MEMORIA, che vede tra i protagonisti i Giusti tra le Nazioni Giorgio Nissim, suo padre, Don Arturo Paoli e Gino Bartali.


Il messaggio dell'Eurodeputato Brando Benifei

Vi scrivo queste poche righe nella giornata in cui giunge all’Europa l’aspra critica dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani per le condizioni disumane dei campi per i migranti in Libia. L’Unione si sta attivando per porre fine a queste violazioni, ma questa situazione non fa che ricordarci le nostre responsabilità nei confronti delle tante ingiustizie che attraversano il mondo. 

L’incontro di oggi sarà, mi auguro, la prima tappa di un cammino comune di tutte le persone che, di fronte a tutto ciò non riescono a tacere, sentono di dover agire, in qualsiasi modo a loro possibile.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

Un progetto formativo a Taranto

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La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia