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Memoria

La responsabilità del futuro

L’originalità del percorso di Nissim è nell’aver compreso che dalla celebrazione della Memoria e dei Giusti nella Shoah, è necessario passare a una visione più ampia e universale della responsabilità morale, per evitare, come purtroppo spesso succede, che la memoria si riduca a una “lavanderia” delle cattive coscienze.


L’individuo e la storia

La sfida al confronto lanciata da Gabriele Nissim, sul ruolo e sull’identità di Gariwo, è molto importante in quanto muove dalla consapevolezza che il momento storico che stiamo attraversando, così delicato e anche denso di preoccupazioni, vive una crisi che non è congiunturale ma nasce da una trasformazione profonda.


Il pogrom di 73 anni fa

NelIa città di Kielce, nella Polonia sud-orientale, il primo luglio del 1946, un bambino di nove anni, Henryk Błaszczyk, figlio del sarto Walentyn, abitante in via Podwalna 8, senza dir nulla ai genitori andò a giocare da amici di famiglia a Bielak, una località di campagna a venticinque chilometri dalla città...


Primo incontro Ambasciatori e collaboratori di Gariwo

ll 18 giugno ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano si è tenuta la prima riunione degli ambasciatori e collaboratori di Gariwo, un’occasione per raccogliere le idee su quanto fatto finora e condividere argomenti e progetti per il futuro. È stato un confronto tra le diverse e autorevoli voci che arricchiscono l’elaborazione del nostro lavoro e contribuiscono, ognuno con la sua specificità, a realizzarlo. 


​Il peso della colpa in Germania

Accettare le responsabilità morali nella propria storia non dovrebbe essere per un Paese un ostacolo e una punizione. Oggi però, sulla scena internazionale, assieme all’intensificarsi delle Giornate della Memoria, assistiamo ad un fenomeno curioso. Molti Stati sentono la necessità di salvaguardare a tutti i costi la loro innocenza per negare responsabilità passate.


Rosenstrasse. Ricordare i 2.000 ebrei di Berlino salvati da delle donne tedesche

Nelle democrazie, le manifestazioni di massa che parlano all’unisono e rimangono non violente sono i mezzi più efficaci per contrastare i raduni degli agitatori estremisti. A posteriori, la protesta di Rosenstrasse è stata un'avanguardia, una lezione del secolo scorso da tenere stretta.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

Le attività educative sui Giusti a Varsavia

organizzate dalla "Casa Incontri con la Storia"

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia