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Memoria

Per una Memoria critica

Una memoria attiva e critica è una memoria che non ha paura di dividere. È la voce di chi, di fronte alle ingiustizie del presente, non ha timore di evocare il passato, senza cerimoniali, per denunciare inquietanti analogie. È la voce che si ribella all’idea che il passato pietrificato possa essere brandito come un’arma, che una città continui impunemente a chiamare un mercante di schiavi “figlio virtuoso e saggio”, solo perché una tradizione apparentemente immutabile spinge a questo falso giudizio.


Punti di vista sulla Memoria

Pubblichiamo di seguito alcuni commenti scaturiti dal dibattito sulla Memoria su queste pagine. In particolare, dall'articolo della giornalista e presidente di Brain Circle Italia Viviana Kasam intitolato "Unanimità e Memoria".


La memoria e la dimenticanza

Nel guazzabuglio della nostra storia si incrociano accadimenti che apparentemente hanno poco a che fare l’uno con l’altro. Nel pieno di una pandemia, che ha accomunato, e sta ancora colpendo, tragicamente quasi tutto il mondo, si è verificata negli Stati Uniti, causata dall’efferata uccisione di un uomo di colore da parte di un poliziotto bianco, una ripresa, con più forza, della campagna contro i monumenti dedicati a figure in qualche modo legate al razzismo e allo schiavismo...


La memoria, un esercizio di introspezione

Che criterio proporre per scegliere fra le memorie, per non rischiare che nuovi eventi traumatici cancellino i precedenti? Non ho la pretesa di fornire una risposta. Ma credo che se una “halakhà laica” del pensiero occidentale si potrà trovare, capace di dirci cosa e come ricordare, questa non sarà funzionale all'oggetto della memoria, avrà a che fare con la consapevolezza del carattere riflessivo e introspettivo del ricordo.


Unanimità e Memoria

La Shoah è stata un evento unico ed epocale ed è doveroso onorare i morti e i sopravvissuti, che continuano a testimoniare con coraggio e grande impegno la loro tragica esperienza. Ma dopo vent’anni di cerimonie, eventi, discorsi, si ha spesso l’impressione di non riuscire a sfuggire alla retorica, e che si sia creato tra i nostri concittadini non ebrei, e soprattutto tra i giovani, un senso di sazietà che a volte arriva al rifiuto e che contribuisce a ribadire l’immagine degli ebrei come una comunità a parte, chiusa nel proprio egoismo e sorda alla sofferenza degli altri.


Rivalutare la Storia nei confronti della memoria

Il processo di costruzione della memoria, per come si è andato costruendo nell’ultimo mezzo secolo, è stato largamente dominato dalla Shoah, come ha ricordato Anna Foa. La sua preminenza è rimasta fino a ora centrale e costitutiva della costruzione della memoria occidentale, ma solo in parte di una memoria più universale, anche se è vero che la cultura universale dei diritti umani emersa con forza nell’immediato secondo dopoguerra è stata certamente debitrice della eredità storica e della riflessione attorno alla Shoah...


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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