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Memoria

La lenta agonia di Moacyr Barbosa

Il nome di Moacyr Barbosa è rimasto indissolubilmente legato alla partita Brasile-Uruguay valida per l'assegnazione del Mondiale di calcio del 1950. Primo portiere nero della Seleção, un suo errore determinò la sconfitta del Brasile. Da allora, fu considerato "un uomo da seppellire nel disprezzo". Darwin Pastorin racconta l'incredibile storia dell'eroe trasformato in reietto.


​Immergersi e perdersi nell’amicizia, come Montaigne

Vorrei consigliare la lettura di due testi classici sul valore dell’amicizia.
Si tratta di Laelius de amicitia di Cicerone e un capitolo dei Saggi di Michael de Montaigne, pubblicati a Parigi nel 1588, Dell’amicizia. Perché interrogarci sull’amicizia? Perché è un antidoto contro la solitudine che proviamo nel distanziamento sociale a cui siamo costretti per evitare la diffusione del virus.


Radiografia del male: dalle parole malvagie al male radicale

Vorrei consigliare la lettura di due testi di Agnes Heller: La bellezza della persona buona (Diabasis), e Il male radicale (Castelvecchi editore). Agnes Heller ha il grande merito non solo di avere prodotto una riflessione filosofica originale e di avere sempre affrontato nella sua vita i temi fondamentali del nostro tempo, ma anche di essere sempre molto chiara e sintetica...


​L’umanità del generale Tota al tempo del Coronavirus

Cosa è la bontà insensata di cui parla lo scrittore Grossman? Un comportamento inaspettato che rompe tutti gli schemi e che ti fa ritrovare il gusto dell’umanità. Quando sembra che tutto vada in una direzione sbagliata una persona ha la possibilità di trasmettere fiducia con una parola o un piccolo gesto che può incoraggiare gli altri a sormontare tutte le difficoltà e a credere nella solidarietà...


Addio a Serafino Cagnetti

Si è spento oggi all'età di 60 anni Serafino Cagnetti, capo del cerimoniale del Comune di Milano. "Serafino è stato al nostro fianco fin da quando sono stati piantati i primi alberi al Monte Stella nel 2003, infaticabile regista della gestione di tutte le cerimonie": così lo ricorda Gabriele Nissim, presidente di Gariwo.


Quei bambini che volevano proteggere i genitori dall’Olocausto

Intervista alla psicologa Helena Klímová su un tema poco trattato: quello della responsabilità inversa, ovvero su come i bambini volevano proteggere i loro genitori durante l'Olocausto. Di Andres Pieralli 


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

Verso un Giardino dei Giusti a Lugano

l'annuncio di Moreno Bernasconi

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia