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Memoria

Monumenti per difetto: così cambia il rapporto tra architettura e memoria

Monumenti che invece di celebrare, rappresentare ed espropriare, fanno un passo indietro consentendo allo spettatore una elaborazione individuale ed originale della memoria: sono i Monumenti per difetto, protagonisti del recente libro di Adachiara Zevi (Donzelli editore). 


Un monumento contestato

Da diversi giorni Budapest è il centro di una serie di proteste pacifiche. L'oggetto delle manifestazioni è un monumento che il governo Orban voleva inaugurare per celebrare il settantesimo anniversario dell'occupazione nazista del Paese. Ne abbiamo parlato con la traduttrice ungherese Andrea Rényi.


Un treno per Auschwitz

Gaetano Liguori racconta il suo "Treno della Memoria". La visita ad Auschwitz, l'incontro con la "banalità del male", la musica come strumento per trasmettere il senso del bello che mostra l'animo umano.


Disumanità umana

Fernando Savater è un filosofo e scrittore spagnolo, noto in tutto il mondo per il suo libro Etica per un figlio. È stato docente di Filosofia per più di trent'anni nei Paesi Baschi e presso l'Universidad Complutense di Madrid. Pubblichiamo una sua riflessione, comparsa su El Pais del 29 aprile 2014, sul Male e sui valori che qualificano il termine “umano”.


Le parole e il gesto

Editoriale di Anna Maria Samuelli, Commissione didattica Gariwo

“Parole malate” si aggirano per l’Europa, ricordava Gabriele Nissim al Memoriale della Shoah nella serata di apertura straordinaria che ha chiamato a raccolta associazioni e persone di buona volontà, per esprimere


Un Giardino per la responsabilità personale

In occasione dell'inaugurazione del Giardino dei Giusti di Varsavia del 5 giugno 2014, abbiamo parlato della creazione e dell'importanza di questo progetto con Piotr Jakubowski, direttore della Casa di Incontri con la Storia di Varsavia


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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