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Memoria

Giornata della Memoria 2014

Il 27 gennaio, data della liberazione del capo di Auschwitz, si celebra la Giornata della Memoria. Come ogni anno, le città italiane organizzano numerose iniziative per ricordare le vittime del nazismo e lo sterminio degli ebrei.


L'Ungheria fa i conti con il passato

Abbiamo chiesto a Federigo Argentieri, professore di Storia contemporanea e Politica internazionale alla John Cabot University e al Temple University Rome Campus, di spiegarci che cosa sta succedendo a Budapest, un tempo crocevia di culture e ora alveo di coltura del populismo xenofobo.


Essere ebrei in Iraq

Una comunità fiorente è ridotta a 5 unità. Si spera in una pace duratura anche perché gli ebrei possano pensare di ristabilirsi dove fu scritto il Talmud babilonese. Cynthia Kaplan Shamash spiega che documenti come questo sono profondamente diversi da quelli sulla storia politica dell'Iraq, e andrebbero conservati in Israele, anziché in uno Stato che ha espulso gli ebrei. 


L'uomo che potrebbe aver salvato il mondo

L'ufficiale sovietico Stanislav Petrov classificò come "falso allarme" un segnale di attacco missilistico da parte USA. Se si fosse sbagliato, poco dopo i razzi avrebbero colpito la Russia e sarebbe partita la rappresaglia, scatenando la guerra atomica. "Fu una fortuna che quella notte ci fossi io".


Un processo di guarigione dalle ferite?

Haaretz racconta la storia della celebrazione di Yom Ha Shoah, la commemorazione israeliana dell'Olocausto "e dell'eroismo". Il Settimo Milione si libera dalle ferite del passato? Il ruolo del sionismo nel rifuggire il compatimento della vittima e abbracciare un'identità combattente del popolo ebraico anche nelle persecuzioni. 


Gabriele Nissim premiato dalla Bulgaria

Il Ministero della Cultura della Repubblica di Bulgaria ha conferito a Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, una targa commemorativa intitolata ai Santi Copatroni d’Europa Cirillo e Metodio, per i suoi meriti nella diffusione e nello sviluppo della cultura bulgara in Italia.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia