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Memoria

​Un sociologo chiamato Bauman

Il sociologo polacco Zygmunt Bauman (morto ieri a Leeds all'età di 91 anni) è stato uno dei più radicali, e popolari, critici del mondo contemporaneo. Era noto al grande pubblico per aver definito, usando una formula assai suggestiva, la realtà nella quale viviamo come “liquida”. Di Francesco M. Cataluccio


Giorno della Memoria 2017

Seguite tutte le iniziative di Gariwo e delle città italiane in occasione della Giornata della Memoria del 2017.


Gli orizzonti della responsabilità

In una lettera del 1 novembre 1980, Vaclav Havel affida a Olga le sue riflessioni sul concetto di responsabilità, considerata come "qualcosa che fa dell’uomo un uomo e ne fonda la identità". Esse sono il frutto di una "inquieta" interrogazione, maturata a partire dall’agosto precedente, che l’autore non esita a chiamare "cura di sé"


Dedichiamo la Giornata della Memoria alla salvezza dell'Europa

È una bella notizia che due italiani, Pittella e Tajani, siano oggi i candidati favoriti alla presidenza del Parlamento europeo. Il nostro Paese potrebbe così diventare un volano per il rinnovamento dell'Europa. 


La donna che ha riportato in vita la comunità ebraica di Monaco

Storia di Charlotte Knobloch, presidentessa emerita delle Comunità ebraiche tedesche. Fu nascosta per 9 anni da una famiglia di contadini della Franconia, ma ama raccontare come "salvataggio" l'episodio che nel 1948 la convinse a non emigrare. Con la sua leggerezza ha contribuito a riconciliare ebrei e tedeschi. 


Le pietre d'inciampo e le sorti della memoria

Nel lungo percorso di costruzione della memoria della Shoah le stolperstein, pietre d’inciampo, creazione dell’artista tedesco Gunter Demnig, arrivano per ultime, negli anni Novanta.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia