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Memoria

I Giusti, ieri e oggi

Il discorso di Giorgio Mortara, vicepresidente UCEI, al convegno "Dalla memoria della Shoah ai Giusti del nostro tempo" tenutosi alla Camera dei deputati il 26 gennaio 2017


Da Herat, storia di Giusti del nostro tempo

Una azione semplice da apprendere, titanica da realizzare: la cronaca ci riporta un fatto che riguarda due persone, una coppia di religione musulmana, ovvero due Giusti che hanno sentito il bisogno irrinunciabile – mettendo a rischio se stessi – di proteggere e salvare un’altra vita, quella di una donna la cui unica colpa era di essere cristiana.


La banalità del giusto

Quest’anno, per la prima volta, ho avuto l’onere e l’onore di parlare alla giornata della memoria nella cittadina in cui sono cresciuto. Parlo di onere e onore perché, ricapitato per una serie di fatalità nei luoghi che avevo lasciato (o, per lo meno, frequentato solo sporadicamente) vent’anni or sono, ho dovuto interagire con i miei compaesani.


L’attualità inquieta della nostra memoria

Inefficacia delle democrazie di fronte alla crisi, nazionalismo e guerre diffuse, vittimismo di massa, ricerca di capri espiatori e aspirazione a capi carismatici: queste sono le tendenze negative che stanno disgregando l’Europa mentre producono negli USA un asse tra populismo e liberismo. Sono tendenze che rievocano quelle che furono le premesse delle catastrofi del XX secolo. Su questo sfondo commemoriamo oggi la Shoah.


​Nessuno tocchi le pietre d’inciampo

Gariwo aderisce al corteo solidale di sabato 28 gennaio, promosso dal Municipio 3 dopo che un gruppo di vandali ha sfregiato con vernice nera la pietra d’inciampo dedicata a Dante Coen. Con lo slogan “Nessuno tocchi la memoria”, il corteo partirà da via Plinio 20 e arriverà al Binario 21. Ritrovo in piazza Lima alle ore 15,30


Giorno della Memoria 2017

Seguite tutte le iniziative di Gariwo e delle città italiane in occasione della Giornata della Memoria del 2017.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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