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Memoria

Pensieri sparsi

"Una pace futura potrà essere tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso - se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo e l'avrà trasformato, alla lunga, in amore". Queste le parole di Etty Hillesum, oggi spunto per una nuova strategia di introspezione come antidoto all'ondata di intolleranza. Di Nadia Neri


L'assimilazione non è un pericolo

Editoriale di Anna Foa, storica e docente all'Università La Sapienza di Roma

Anche nell’età dei ghetti gli ebrei italiani hanno avuto intensi rapporti con il mondo esterno. A non consentire una netta separazione erano fattori molto più profondi delle mura che li rinchiudevano: la lingua comune, l’italiano,


Due lire

Una moneta da due lire che il nonno dell'autore mostra a suo nipote, fa emergere il racconto dell'uomo riguardo all'eccidio di Meleto, avvenuto durante la seconda guerra mondiale...di Filippo Boni


Il discorso di Olivier Brochet

Alla cerimonia per la dedica di una targa ai Giusti alla Sinagoga di Milano, il console francese Olivier Brochet rende omaggio alle vittime della Shoah e di tutti i genocidi e commemora le azioni dei Giusti: atti eroici che responsabilizzano ciascuno di noi a impedire che la barbarie si ripeta. 


Il mio sogno alla Sinagoga di Milano

Editoriale di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Ho sempre avuto un piccolo sogno. Vedere in un luogo importante della vita e della memoria ebraica un segno di riconoscimento per il dolore che hanno patito altri uomini e altri popoli. Anche Avraham Burg, presidente


Jewish in the city, una targa per i Giusti

Al via domenica 29 maggio la terza edizione di Jewish and the city. All’interno della rassegna, un’importante iniziativa organizzata in collaborazione con Gariwo:  alle ore 16 presso la Sinagoga Centrale di Via Guastalla, posa di una targa dedicata ai Giusti di tutto il mondo.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

I maestri del pensiero del Giardino dei Giusti

per la GECE 2020 dal Giardino di Milano

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia