English version | Cerca nel sito:

Memoria

Ripensando Havel

È inevitabile, nello smarrimento politico di queste settimane, e con un’Europa in grande crisi dopo la “Brexit” (quell’Europa che per Havel e tanti altri intellettuali dell’Est europeo è stata l’idea guida delle loro speranze e della loro azione politica), chiedersi che cosa direbbe Havel. E questo è forse l’unico modo per parlare di lui, al di là del racconto della sua straordinaria vicenda umana, intellettuale e politica, senza cadere in ragionamenti astratti.


Il mestiere di uomo

Umberto Veronesi era un caro amico. Faceva parte del Comitato Scientifico di Gariwo. Ci ha aiutato quando abbiamo lanciato la battaglia per la Giornata dei Giusti al Parlamento europeo. È anche per merito suo se abbiamo ragionato su una idea laica di bene e di responsabilità.


Il valore della paura, il senso della precarietà

Domenica 30 ottobre scorso, dopo due mesi di scosse di terremoto, in Umbria e nelle Marche si è verificata nuovamente una scossa forte che ha fatto altri danni gravi e si è sentita anche a Roma producendo piccoli danni, paragonati a quelli dell'Italia centrale. Dopo tanto tempo è stato finalmente ricordato il terribile terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980, perché l'intensità di questo fenomeno si avvicinava molto ai gradi di quello di 36 anni fa.


​Risoluzione Unesco: "Palestina occupata". Un negazionismo di oggi

La recente risoluzione del comitato esecutivo dell'Unesco "Palestina occupata", voluta da alcuni Paesi arabi e approvata a Parigi il 13 ottobre scorso, mi ha dolorosamente colpita. È una risoluzione che sostanzialmente nega l'appartenenza del Monte del Tempio di Gerusalemme e della spianata del Muro del Pianto alla tradizione ebraica. Si tratta di una enormità


​Milano ricorda Václav Havel

Václav Havel, primo presidente della Repubblica ceca, avrebbe compiuto ottanta anni il 5 ottobre 2016. Venerdì 11 novembre alle ore 17, nella Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, è in programma la conferenza “Dialoghi europei di Václav Havel”, con Franco FrattiniJan Machácek, Gabriele Nissim e Francesco Cataluccio.


Il Giorno dell'unità tedesca nel 2016

Il 3 ottobre celebra la riunificazione tra le due Germanie. Alcuni giornali tedeschi si chiedono se il 3 ottobre non dia della Germania un'immagine lontana dal suo ruolo democratico. C'è perfino chi scomoda Zygmunt Bauman parlando di "retropia". In un clima in cui crescono xenofobia e razzismo e in alcuni casi si passa alle aggressioni.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

leggi tutto