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Memoria

Addio a Imre Kertész

Muore a 86 anni dopo lunga malattia il Premio Nobel ungherese sopravvissuto a Buchenwald e sempre impegnato a tenere viva la memoria delle persecuzioni nazifasciste. Giorgio Pressburger, suo traduttore, ne ha ricordato "la straordinaria capacità di scendere nelle aree più insondabili dell’animo umano".


Alain Finkielkraut "tra armonia e dissenso"

Il New York Times dedica il suo Ritratto del sabato del 12 marzo all'intellettuale francese spesso accusato di "razzismo strisciante". Come cambia un intellettuale, da figura di "immigrato di successo" a "pessimista", per colpa delle violenze in aumento. 


La Germania spezzata in due

Editoriale di Simone Zoppellaro, giornalista

Da Stoccarda – A poche ore dall’Orso d’Oro a Fuocoammare, la storia di


Shoah: qual è la sua unicità?

Editoriale di Anna Foa, storica e docente all'Università La Sapienza di Roma

È noto che fino agli anni Ottanta non si parlava di Shoah, che il genocidio del popolo ebraico non aveva ancora quel nome. Si parlava di “sterminio degli ebrei”,


A Gabriele Nissim il premio Fiuggi Storia

Verranno consegnati martedì 23 febbraio, in una cerimonia presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto-Camera dei Deputati in via del Seminario in Roma, i riconoscimenti della sesta edizione del Premio Fiuggi-Storia.


Vera Vigevani Jarach a Pistoia

Vera Jarach Vigevani ha incontrato gli studenti pistoiesi. Di famiglia ebraica, nipote di un deportato ucciso nei campi di sterminio e madre di una dei trentamila desaparecidos argentini, Vera ha raccontato, le sue due storie, per le quali ama definirsi “militante della memoria”.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia