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Memoria

27 gennaio, Natale della Memoria

Editoriale di Silvia Golfera

Come tutti gli anni torna il Natale, così ogni 27 gennaio torna il Giorno della Memoria. Una giornata che è insieme celebrazione, ritualità, abitudine.

La Giornata della Memoria dovrebbe essere innanzi tutto occasione di


Il significato dell'essere un Giusto

Vi proponiamo la riflessione di Giorgio Mortara, consigliere UCEI, sull'evento "Fumetto e Memoria" promosso da Gariwo e durante il quale sono state premiate le opere che hanno partecipato all'iniziativa "Adotta un Giusto"


L'Unione Armeni condanna il negazionismo

“Nel Giorno della Memoria la Comunità armena d’Italia si unisce al ricordo della Shoah e rinnova la più ferma condanna verso ogni forma di negazionismo e di antisemitismo”. Lo dichiara il presidente dell’Unione armeni d’Italia, Baykar Sivazliyan.


"Ricordare fa male"

Editoriale di Alessandra Cambatzu, Docente di Lingua italiana all’Albert Einstein Gymnasium di Berlino

(L'espressione "Ricordare fa male" è stata usata da R. Süssmuth, ex presidente del parlamento tedesco)

Un’inchiesta recente della prima rete televisiva tedesca, Das Erste, ricorda che un ragazzo su cinque


Come ripensare la nostra memoria?

Editoriale di Anna Foa, storica e docente all'Università La Sapienza di Roma

Stiamo di nuovo celebrando il 27 gennaio, la Giornata della Memoria. Tante cose sono cambiate in questi ultimi anni, addirittura in questi ultimi mesi. Gli attentati in Francia, da Charlie Hébdo fino al Bataclan, gli


"Non sono solo note"

A Roma un albero per il "Giusto" Arturo Toscanini. Con il musicologo Enrico Fubini abbiamo parlato della battaglia "politica" di Toscanini, della sua direzione d'orchestra e del messaggio morale e musicale di cui il Maestro è ancora portatore.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Il libro

Spie e zie

Siegmund Ginzberg

Multimedia

Memoria delle foibe

Graziano Udovisi: il sopravvissuto

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia