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Memoria

Ritualità della memoria e oblio della storia

Editoriale di Silvia Golfera, insegnante

Quando nel 1955 Bruno Bettelheim, psicoanalista americano di origine austriaca, torna a visitare Dachau dove aveva trascorso alcuni mesi nel 1938, rimane deluso nel vederlo trasformato in un campo profughi per tedeschi della Germania Est


La memoria ci rende liberi

Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.


Ci sono preti e Preti...

Presentiamo le storie di due persone che sono diventate sacerdoti e si sono trovati a confronto con la Shoah e con la dittatura argentina.


Auschwitz- Birkenau: l'area italiana è chiusa

La collaboratrice di Gariwo Annalia Guglielmi ha intervistato il direttore del Museo per chiedere le ragioni che hanno spinto a chiudere l'area espositiva dedicata al nostro Paese. Secondo il Museo è necessario che l'Italia ripensi lo spazio a sua disposizione, dandogli un carattere storico-narrativo e pedagogico.


Shoah, per non dimenticare

Pubblichiamo il calendario degli appuntamenti dedicati al Giorno della Memoria. Se desiderate segnalarci un evento scrivete a redazione@gariwo.net.


Eredi della memoria

Domenica 22 gennaio alle ore 17.00 presso la Palazzina Liberty di Milano (Largo Marinai d'Italia, 1) un'incontro organizzato dall'Associazione "Amici Italiani del Museo d'Arte di Tel Aviv" onlus. Con la partecipazione di Maria Rosaria Omaggio che darà voce a Oriana Fallaci.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia