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Memoria

“Noi ci siamo, siamo qui!”

Uno sguardo sul risveglio degli armeni di Istanbul, nel momento della commemorazione del centenario del genocidio. L'articolo di Gérard Malkassian uscito su Nouvelles d'Arménie tradotto in esclusiva in italiano per Gariwo. 


Per un dialogo tra le memorie

"Quale memoria per quale società? I musei della Shoah nel terzo millennio” è il titolo del convegno organizzato dalla Camera dei Deputati per celebrare i 70 anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz. Marcello Flores, storico e docente all’Università di Siena, ha tenuto la lectio magistralis sul tema. 


Apre il Centro di Documentazione sul nazismo a Monaco

Il nazismo non tollerava opinioni difformi. I libri furono bruciati, gli autori incarcerati. Lo ricorda una mostra ospitata nel nuovo Memoriale del Nazionalsocialismo di Monaco, alla cui inaugurazione ha partecipato Michele Wegner, figlio del poeta e testimone dei crimini del '900 Armin T. Wegner.


Gli appelli al mondo di Armin T. Wegner

A pochi giorni dalla pubblicazione del nuovo libro di Gabriele Nissim La lettera a Hitler sul Giusto tedesco, che osa scandagliare Wegner anche nei suoi affetti e nei suoi intimi tormenti, esce in Germania Rufe in die Welt, la raccolta dei manifesti e delle lettere aperte di questo protagonista del Novecento. 


Quale memoria per quale società?

Convegno presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio, con una Lectio Magistralis di Marcello Flores, e la partecipazione, tra gli altri, di Laura Boldrini, Renzo Gattegna, Piero Angela, Luca Zevi, Anna Foa e Gabriele Nissim.


Russia, chiude il museo del GULag Perm '36

L'associazione Memorial, che lo gestiva da 18 anni, accusata da Mosca di essere "estremista" e fungere da "quinta colonna" degli interessi USA. Il memoriale "cesserà le sue attività e inizierà un processo di auto-liquidazione".  


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

Verso un Giardino dei Giusti a Lugano

l'annuncio di Moreno Bernasconi

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia