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Memoria

"Sionismo, la parola che divide", di Abraham B. Yehoshua

Lo scrittore spiega su La Stampa che ultimamente si sta facendo un uso distorto e fuorviante di questo termine.


Livorno, recuperato il dialetto bagitto

Fabrizio Franceschini e Alessandro Orfano hanno studiato il dialetto della Comunità ebraica livornese, di origine sefardita, che è stato utilizzato anche per sfuggire alla persecuzione nazifascista. Ne parla Marco Gasperetti sulle pagine del Corriere della Sera.


Una memoria responsabile

Editoriale di Gabriele Nissim, Presidente Gariwo - la Foresta dei Giusti

Nel Giorno della Memoria ebrei e non ebrei si ritrovano con la preoccupazione che la lontananza dagli avvenimenti della Shoah possa rendere sempre più labile il ricordo e che la progressiva scomparsa dei testimoni faccia venire meno il


La memoria universale

Editoriale di Gabriele Nissim, Presidente Gariwo, la foresta dei Giusti

Avraham Burg, presidente emerito del parlamento israeliano e uomo di pace e di dialogo all’interno del variegato e plurale panorama culturale e politico dello Stato ebraico, nel suo ultimo e polemico libro Sconfiggere Hitler


Una legge per la memoria dei Giusti

Il 21 ottobre 2008 la Regione Emilia-Romagna ha approvato la legge “Memoria e responsabilità. Promozione e sostegno di iniziative per la memoria dei Giusti”, su iniziativa dei consiglieri Varani (fi-pdl), Richetti (pd) e Mezzetti (sd).


Carlo Massa: il diario dalla malattia

Pubblicata la testimonianza del regista di Destinazione: il nulla. Il testimone (documentario sul genocidio del popolo armeno nel deserto di Deir-es-Zor), i, scomparso nell'agosto del 2007. Quasi a un anno dalla sua scomparsa, il nostro caro amico Carlo ce l'ha fatta! Ci farà per sempre compagnia dalle pagine del suo diario. Grazie, Carlo!!



Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

Intervista a Pietro Kuciukian

Nel centenario del genocidio armeno

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia