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Memoria

Il Memoriale di Levashovo

Testimonianza di Anatolij Razumov, curatore del Centro per i Nomi Restituiti di S. Pietroburgo, sul cimitero commemorativo delle vittime del terrore in Urss. Il 29 giugno 2007 cerimonia per ricordare le vittime italiane.


Cara Monica, sarai sempre con noi!

\Gabriele, Pietro, Anna Maria S., Anna Maria C., Ulia, Cristiana, Raffaella, Lorenzo, Simone, Francesca, Mariagrazia, Clara, ricordano l'amica appassionata con cui hanno condiviso battaglie e ideali e della quale ammiravano lo spirito riservato e la volontà di fare ogni giorno una piccola cosa per migliorare il mondo e i rapporti tra le persone. Necrologio Corriere della Sera 10 settembre 2006


Sarajevo, la pace sperata a 100 anni dalla Grande guerra

Il 28 giugno 2014 a Sarajevo viene ricordato il centenario dell’attentato all’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria-Ungheria con una serie di eventi culturali inneggianti alla pace. Ma le commemorazioni evidenziano le divisioni esistenti tra le comunità etniche sull'interpretazione di quell’atto, ritenuto l'inizio della Grande guerra.



Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia