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Memoria

Domande sulla memoria

"Oggi la memoria pubblica affronta nuove sfide, come si è visto di recente in Italia. Si parla del passato nazista cercando però di separarlo dalla storia attuale del Paese. A tutto questo, ha dato una risposta Liliana Segre, ricordando che non si possono paragonare le leggi razziali a quanto accade oggi ma che i meccanismi dell’indifferenza sono molto simili. La Senatrice ha parlato con lo spirito di Primo Levi: si dimentica e si rimuove quando non si guarda il presente"


​Il fascino del bene

Il 12 febbraio, ore 21, presso la Casa della Psicologia - piazza Castello 2, Milano, l’Ordine degli Psicologi della Lombardia organizza l’evento Il fascino del Bene. Come i Giusti salvaguardano i diritti umani calpestati, in collaborazione con Gariwo. Con Riccardo Bettiga, Gabriele Nissim, Anna Maria Samuelli, Martina Landi e Pietro Barbetta. Modera Gabriella Scaduto.


"Un invito costante all'impegno e alla vigilanza"

"Il Giorno della Memoria non è soltanto una ricorrenza, in cui si medita sopra una delle più grandi tragedie della storia, ma è un invito, costante e stringente, all’impegno e alla vigilanza." Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni al Quirinale del Giorno della Memoria.


Il progetto pietre d'inciampo di Milano

"Di fronte a coloro che hanno saputo fare la scelta, io mi inchino", ha dichiarato la Senatrice Liliana Segre durante la conferenza stampa che ha seguito la posa della pietra d'inciampo per il vigile Luigi Vacchini, in piazza Beccaria a Milano. La cerimonia è avvenuta alla presenza dell'artista Gunter Demnig, ideatore delle pietre d'inciampo.


Se il Giorno della Memoria non è più condiviso

La Giornata della Memoria in Italia, la più sentita in tutta la Comunità Europea, è sempre stata un avvenimento condiviso da tutto l’arco politico attorno ai dei valori fondamentali: la democrazia, l’Europa, la lotta all’antisemitismo contemporaneo, la difesa della pace.


Israele può fare la fine degli armeni?

I turchi hanno perpetrato un genocidio contro i cristiani durato 30 anni, afferma Benny Morris in un nuovo studio. E, in concomitanza con il suo pensionamento a 70 anni, lo storico prevede un futuro a tinte fosche per Israele. Pubblichiamo tradotta la sua intervista realizzata da Ofer Aderet su Haaretz del 22 gennaio 2019.


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Il libro

Spie e zie

Siegmund Ginzberg

Multimedia

Un Giardino dei Giusti scolastico

nell' I. C. Lanino di Vercelli

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia