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Memoria

Il viaggio più lungo, da Rodi ad Auschwitz

Un film di Ruggero Gabbai scritto da Liliana Picciotto (CDEC) e Marcello Pezzetti (Museo della Shoah di Roma) sulla tragica deportazione ad Auschwitz dell'intera comunità ebraica dell'isola. Proiezione con ingresso libero a Milano, lunedì 13 maggio, Cinema Orfeo, ore 20.30. 


L'eco della memoria

Palestra comunale di Torricella in Sabina (Rieti), 30 aprile, ore 9.00, incontro L'Eco della Memoria, in ricordo di tutte le vittime degli stermini del '900. Organizzato dal Circolo culturale Turris Celiae e dall'Associazione Nazionale Ex Deportati, l'appuntamento è dedicata ai Giusti contro ogni oppressione.


Let’s Unite!

In occasione del XIX anniversario della Giornata della Memoria in onore delle Vittime del Genocidio in Ruanda, il Dipartimento ONU della Pubblica Informazione ha pubblicato un documento che analizza la prevenzione dei genocidi e lo stato del processo di giustizia e riconciliazione del Ruanda.


La pietra della memoria necessaria alla riconciliazione

Incontro tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente tedesco Joachim Gauck, in occasione della cerimona all'Ossario dei martiri di Sant'Anna, concentrata su due parole: memoria e riconciliazione.



La condanna per negazionismo

Gyorgy Nagy, autore di uno striscione che recitava "la Shoah non è avvenuta", ha ricevuto una condanna a 18 mesi di carcere e a visitare il campo di sterminio di Auschwitz o in alternativa il memoriale di Yad Vashem. La condanna è resa possibile dalla legge che istituisce il reato di negazionismo, presente in 17 Paesi europei. 


In Repubblica Ceca si è festeggiata la Giornata dell'Oblio

Editoriale di Andreas Pieralli, giornalista, traduttore e scrittore

Forse è stato il caso beffardo a volere che il 27 gennaio, Giorno della Memoria, coincidesse anche con il giorno in cui i Cechi hanno deciso, tramite le prime elezioni dirette di questo tipo, chi sarà il loro futuro


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Multimedia

Una tragedia che non ha parole

spot proposto dal Consiglio per la comunità armena di Roma

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia