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Memoria

Storia di un musicista curdo

Hangisi è un richiedente asilo che vive in Italia dopo essere fuggito dalla persecuzione turca. La sua colpa? Cantare in curdo e sostenere un partito politico.


Tre grandi questioni per il futuro dell'umanità

Non ce lo saremmo mai aspettati, ma oggi la pandemia mette gli uomini del mondo intero di fronte a delle scelte che possono cambiare le sorti dell’intero pianeta.
Come nella Resistenza e nel dopoguerra, si ripete una situazione dove il destino individuale è legato a quello dell’umanità intera. C’è la possibilità di essere artefici di un nuovo inizio che avrà ripercussioni nella vita di tutti.


Su Marek Edelman

Trentadue anni fa sono stata fortunata a incontrare Marek Edelman, meritare la sua amicizia e fiducia, inseparabili dalla responsabilità, affinché le generazioni future conservino questa memoria e professino tali valori.


Moshe Bejski e la speranza possibile

Moshe Bejski, l’artefice del Giardino dei Giusti di Gerusalemme, in uno degli ultimi colloqui che ebbi con lui nell’ottobre del 2006 (pochi mesi prima della sua scomparsa), in una stanza di un ospedale a Tel Aviv si lasciò andare ad una riflessione che ho sempre considerato il testamento morale della sua vita.


Il Covid-19 dà il via a un’altra ondata del virus dell’antisemitismo. C’è bisogno di una cura.

L'attuale politica di difesa della reputazione del popolo ebraico - sciocchezze del tipo "guarda quanto siamo carini e quanti premi Nobel ebrei ci sono" (chi se ne importa?) - è inefficace. Abbiamo bisogno di una pianificazione intelligente per una risposta combattiva anti-antisemitismo online. 


A proposito di epidemia e quarantena

Può sembrare improprio un accostamento tra il morbo del XVI secolo e l’attuale pandemia. Il Covid 19, per quanto aggressivo, non è paragonabile, se non usando una metafora poco felice, con la peste. Colpisce tuttavia il fatto che, nonostante l’abisso tra le conoscenze scientifiche del Cinquecento e le nostre, l’unica ricetta valida sia sempre la stessa: quarantena, vita ritirata, divieto di assembramenti, separazione dei malati, pulizia. 


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Il libro

Spie e zie

Siegmund Ginzberg

Multimedia

Memoria delle foibe

Graziano Udovisi: il sopravvissuto

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia