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Memoria

Una bambina in Siberia

Gulnara Sharafutdinova era una bambina quando la sua famiglia sceglie di trasferirsi in  Siberia, dove gli stipendi erano più alti, si andava in pensione prima e si avevano ferie più lunghe.  L'Urss concedeva queste agevolazioni a chi sceglieva di abitare questa regione inospitale per favorire lo sviluppo di una regione ricca di risorse energetiche.


Addio alla "ragazza di Bube"

Si è spenta a 85 anni Nada Giorgi una delle protagoniste della restistenza partigiana in Toscana e di una grande storia d'amore, che ha ispirato il libro di Carlo Cassola La ragazza di Bube e il film di Luigi Comencini.


I Giusti sono la speranza in un mondo migliore

Il giornalista Francesco Bigazzi, che da anni si occupa del comunismo, riflette sull'approvazione della Giornata Europea dei Giusti. 


I Giusti sono espressione dei valori positivi alla base dell'Europa

Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera, riflette sul senso della Giornata europea dei Giusti a pochi giorni dalla sua approvazione da parte del Parlamento europeo.



Stalin rinnegato anche dalla sua città natale

La casa natale del dittatore ospiterà anche oggetti provenienti dai Gulag che testimoniano i crimini compiuti da Stalin.


Storie di un'altra Francia

Giovedi 3 maggio alle ore 19.00 presso il Mémorial de la Shoah di Parigi si terrà l'incontro Storia dei Giusti di Francia in occasione dell'uscita dell'omonimo libro a cura di Patrick Cabanel. Con l'autore interverrà Laurent Douzou, professore di Storia contemporanea all'Istituto di Studi politici di Lione e alla Maison française di Oxford. 


Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Il libro

1947

Elisabeth Åsbrink

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia