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A Gabriele Nissim il premio Fiuggi Storia

insieme a Mieli, Belladonna, Magris e Lucia Goracci

La copertina del libro di Gabriele Nissim

La copertina del libro di Gabriele Nissim

Verranno consegnati martedì 23 febbraio, in una cerimonia presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto-Camera dei Deputati in via del Seminario in Roma, i riconoscimenti della sesta edizione del Premio Fiuggi-Storia. Il Premio è promosso dalla Fondazione “Giuseppe Levi-Pelloni” e dalla Biblioteca della Shoah in collaborazione con il Comune di Fiuggi.

Paolo Mieli con “L’arma della memoria.Contro la reinvenzione del passato”(Rizzoli) e Simone Belladonna con “Gas in Etiopia” (Neri Pozza)sono i vincitori ex aequo della sesta edizione del Premio FiuggiStoria per la saggistica.

Per la sezione biografie il riconoscimento va a Gabriele Nissim: perLa lettera a Hitler”(Mondadori).

A Claudio Magris il premio per la sezione romanzo storico per il libro “Non luogo a procedere” (Garzanti).

Al libro “Di guerra e di pace-Diario partigiano ’44-’45, di Antonio Giolitti, curato da Rosa Giolitti e Mariuccia Salvati e pubblicato da Donzelli il riconoscimento per la sezione diaristica, mentre per la sezione inediti viene premiata Ginevra Conti Odorisio per il suo “Linguet e i philosophes. Illuminismo e terrore” (Giappichelli).

Nel corso della cerimonia verrà assegnato il “FiuggiStoria-Inviato Speciale Gian Gaspare Napolitano” alla giornalista del Tg3 Lucia Goracci.

Presenti i finalisti della sesta edizione del Premio FiuggiStoria “Lazio Meridionale” celebratasi a Fiuggi a fine settembre 2015, tra cui i vincitori Lionello Prignani autore de “Il Ponte Curvo e la sua gente” pubblicato dalla Tipografia Turchetta di Pontecorvo e Vincenzo Fiocchi Nicolai curatore dell’opera collettanea “Anagni Cristiana e il suo territorio. Dalla Tarda Antichità all’Alto Medio Evo” uscita per i tipi della Tored Editore

18 febbraio 2016

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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