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Addio a Serafino Cagnetti

capo del cerimoniale del Comune di Milano

Serafino Cagnetti durante la cerimonia al Monte Stella per la Giornata dei Giusti 2018

Serafino Cagnetti durante la cerimonia al Monte Stella per la Giornata dei Giusti 2018

Si è spento oggi all'età di 60 anni Serafino Cagnetti, capo del cerimoniale del Comune di Milano. "Una vera istituzione", come lo ha descritto il sindaco Beppe Sala, salutando un uomo "che ha dato tanto a Milano e che con la discrezione che ha sempre contraddistinto il lavoro e la sua vita ha affrontato anche questo periodo di malattia".

"Ci ha lasciato improvvisamente un grande amico di Gariwo e del Giardino dei Giusti del Monte Stella - dichiara il presidente di Gariwo Gabriele Nissim -. Serafino è stato al nostro fianco fin da quando sono stati piantati i primi alberi al Monte Stella nel 2003, infaticabile regista della gestione di tutte le cerimonie. Per tutti noi di Gariwo sembra impossibile pensare di non poterlo più incontrare al Giardino a fianco del Sindaco, di fronte a migliaia di ragazzi. Era una persona bella che dava sempre il massimo della sua personalità per fare sentire il valore delle istituzioni milanesi. Tutto doveva sempre essere preparato con precisione. Il caro amico Cagnetti sarà sempre presente in tutte le prossime iniziative di Gariwo. Noi ci impegneremo a mantenere il suo stile e lo ricorderemo non solo come un uomo delle istituzioni, ma come uno di noi".

1 marzo 2020

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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