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Addio a Ulianova Radice

il direttore di Gariwo

Ulia al Giardino di Milano in occasione della Giornata dei Giusti 2018

Ulia al Giardino di Milano in occasione della Giornata dei Giusti 2018

Si è spenta oggi a Milano, all’età di 64 anni, Ulianova Radice, direttore di Gariwo e vicepresidente dell'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano.
Filosofa, negli anni ’80 è segretaria giudiziaria presso il Tribunale di Milano, dove si occupa dei processi di mafia: Epaminonda, Santapaola, i catanesi. Approfondisce le intuizioni di Giovanni Falcone sui movimenti del denaro e se ne occupa per un quotidiano svizzero.
Fin da questo momento segue il percorso culturale di Gabriele Nissim, impegnato a indagare e sostenere la resistenza morale nei regimi dell’Europa dell’Est, a contatto con i protagonisti della Primavera di Praga, di Carta ’77, di Solidarnosc, del dissenso in Ungheria, Romania, Bulgaria. Da qui la scoperta del salvataggio degli ebrei bulgari da parte del vicepresidente del parlamento di Sofia, Dimitar Peshev, il grande tema dei Giusti, l’incontro con Moshe Bejski nel 1999.

“Ho avuto l’immenso piacere e l’onore di accompagnarlo - ricordava Ulia - durante la visita a Roma nel 2003, in Parlamento, a presentare il nuovo libro di Nissim Il tribunale del bene, centrato sul suo percorso di gratitudine, di ebreo salvato dalla famosa lista di Schindler, che sente su di sé il profondo dovere della memoria e lo rende universale. Un maestro per tutti noi”.

Dall’incontro con Moshe Bejski nasce la storia di Gariwo: insieme a Gabriele Nissim, Pietro Kuciukian e Anna Maria Samuelli fonda la nostra onlus nel 2001, con l’obiettivo di valorizzare le storie di quanti, durante tutti i genocidi e crimini contro l’umanità, hanno difeso i diritti umani, testimoniato la verità contro ogni negazionismo, salvato la vita e la dignità umana.
“Ho seguito Gabriele nella sua cocciutaggine, ho condiviso la sua voglia di trovare una strada, per affermare ancora una volta i valori da cui siamo partiti, in modo concreto, facendoli camminare sulle gambe della realtà. I Giusti sono gli uomini e le donne che si sono assunti una responsabilità nella difesa dei diritti umani. Sono un esempio per i giovani, devono diventare la loro “educazione sentimentale” verso il mondo. Abbiamo lavorato sul senso della memoria, proposto i Giardini dei Giusti come luoghi simbolici per il suo esercizio, collegandola alle sfide dell’oggi, dal terrorismo alle migrazioni epocali che richiedono risposte non scontate, soluzioni nuove, invenzioni di alto profilo, innanzitutto nella politica. L’Europa è un progetto all’avanguardia, che rischia di naufragare: arrivano segnali allarmanti a questo proposito. Abbiamo proposto il messaggio dei Giusti come antidoto contro l’indifferenza e la mancanza di responsabilità, che spesso la società politica e quella civile manifestano. Abbiamo ottenuto dal Parlamento europeo l’istituzione di una Giornata, il 6 marzo, da dedicare a questo messaggio; il Senato italiano ha approvato in via definitiva la legge che fa del 6 marzo anche la Giornata italiana “dei Giusti dell’Umanità”; più di cento Giardini dei Giusti sono nati in Italia e in Europa. Abbiamo costruito un movimento culturale che si sta consolidando in profondità, trasversale e anti-ideologico”.
Con queste parole Ulia raccontava il suo impegno con Gariwo nel libro Che fine ha fatto il 68. Fu vera gloria? (Guerini e Associati), a cura di Giovanni Cominelli.

Sua l’idea di creare Wefor, il progetto del 2009 sui Giardini virtuali dei Giusti, rivolto al mondo della scuola. Uno strumento di dialogo con i ragazzi su misura per loro, appoggiato dalla Comunità europea come progetto di eccellenza, che si è concluso con l’istituzione della Giornata europea dei Giusti. Perché i ragazzi sono da sempre al centro del lavoro di Ulia, di Gariwo e di quanti, negli anni, hanno lavorato con noi sul tema dei Giusti.

Il nostro impegno sarà quello di proseguire con l’educazione, la trasmissione dei valori di libertà, democrazia, dignità della persona, confronto e convivenza civile, contro la cultura dell’odio e del nemico, del totalitarismo delle idee e della discriminazione del diverso.
Ciao, Ulia.

Saluteremo Ulia al Giardino di Giusti di Milano venerdì 19 ottobre alle 10,30. La camera ardente invece è aperta il 16 e 17 ottobre dalle 10 alle 18 in Via Amantea 3 a Milano

15 ottobre 2018

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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