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Dal Peres Center for Peace al Giardino dei Giusti, in nome di un sogno condiviso

Tamir (Peres Center for Peace): "Abbiamo la stessa visione di pace e innovazione"

Gabriele Nissim e Nadav Tamir, durante la visita al Giardino dei Giusti

Gabriele Nissim e Nadav Tamir, durante la visita al Giardino dei Giusti

“Il messaggio dei Giusti è universale, non è legato solo a una nazione o una cultura”. Si è espresso così Nadav Tamir, senior advisor per le relazioni internazionali del Peres Center for Peace, a margine della sua visita al Giardino dei Giusti del Monte Stella di Milano.

Ospite della Giornata della Cultura Ebraica, in cui ha dialogato con il presidente di Gariwo Gabriele Nissim sul “sogno della pace e dell’innovazione in Medio Oriente”, Tamir ha approfittato del soggiorno milanese per visitare il Giardino dei Giusti.

Passeggiando tra i cippi e le targhe dedicate ai Giusti, Tamir ha rimarcato le similitudini tra le attività di Gariwo e del Peres Center for Peace: “Abbiamo la stessa visione di pace e innovazione, entrambi ci concentriamo sull’istruire le future generazioni sul bene, non rimanendo ancorati alla miseria del passato”.

“Sono rimasto impressionato dallo sforzo di Gariwo nell’evidenziare le cose meravigliose che alcuni individui hanno fatto per contrastare il male”, ha proseguito Tamir, auspicando una collaborazione nel prossimo futuro tra il centro dedicato all’ex Presidente d’Israele e Gariwo.

“La prospettiva della pace è l’unica speranza realista e Shimon Peres lo aveva capito benissimo”, spiega Gabriele Nissim. “Eventuali progetti condivisi tra il Centro da lui fondato e Gariwo sarebbero totalmente in linea con la sua idea di cooperazione e condivisione, che in maniera imprescindibile devono passare attraverso l’educazione al bene delle nuove generazioni”.

Fondato nel 1996 da Shimon Peres, il Peres Center for Peace promuove la pace e il dialogo attraverso programmi di sviluppo che riguardano l’innovazione, lo sport, la medicina, la salvaguardia dell’ambiente e l’imprenditorialità. Ogni anno, a beneficiare dei programmi sono migliaia di persone di ogni provenienza etnica ed estrazione culturale, raggiunte attraverso una rete di partner locali, regionali e internazionali.

16 settembre 2019

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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