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Dall’indifferenza al genocidio: la storia non smette mai di ripetersi?

al Memoriale della Shoah si parla di genocidi e del popolo curdo

"Dai villaggi del nord est della Siria un fiume umano si snoda nel deserto e si dirige a sud. Sessanta mila, centomila civili inermi fuggono. Il numero è destinato a crescere. Prima i bombardamenti, poi l’artiglieria e infine l’invasione di terra. Sorgente di pace, amara ironia nel nome dato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan all’invasione militare annunciata qualche tempo fa in sede ONU. Obiettivo: creare una zona cuscinetto, una safe zone, eliminare i “terroristi curdi”, trasportare al loro posto i profughi siriani. Obiettivo mascherato, riprendersi terre appartenenti all’impero ottomano sconfitto 100 anni fa. 
In noi armeni ritornano i fantasmi del passato, alle immagini dell’esodo di oggi si sovrappongono le immagini scattate da Armin Wegner: donne, anziani, bambini, le marce della morte nel deserto di Der es Zor. Un milione e mezzo di armeni sterminati nel 1915. La popolazione curda nell’area è di due milioni e mezzo. Che cosa accadrà se non si agisce?”

Con queste parole Pietro Kuciukian, console onorario d’Armenia in Italia e cofondatore di Gariwo, commentava giorni fa l’attacco turco al popolo curdo.

Per indagare i meccanismi alla base di stermini e genocidi, di ieri e di oggi, Gariwo e la Comunità Ebraica di Milano- Assessorato alla Cultura organizzano l’incontro Dall’indifferenza al genocidio: la storia non smette mai di ripetersi?, giovedì 24 ottobre alle 21 presso il Memoriale della Shoah di Milano.

La serata, condotta da Gadi Schoenheit dell’Assessorato alla Cultura CEM, vedrà gli interventi di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo; Marcello Flores, docente presso l’Università degli Studi di Siena, direttore del Master Europeo in “Human Rights and Genocide Studies”, storico e divulgatore scientifico; Agop Manoukian, Presidente onorario Unione Armeni d’Italia; Gadi Luzzato Voghera, storico e Direttore del CDEC - Centro Documentazione Ebraica Contemporanea; Jean-Paul Habimana, docente di Religione presso la Scuola Europa di Milano e sopravvissuto al genocidio dei Tutsi; Hazal Koyuncuer, rappresentante della Comunità curda milanese.

22 ottobre 2019

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Il libro

Spie e zie

Siegmund Ginzberg

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia