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Gabriele Nissim Cavaliere dell’Ordine Nazionale al Merito francese

l'annuncio del riconoscimento

Medaglia di Cavaliere dell'Ordine Nazionale al Merito

Medaglia di Cavaliere dell'Ordine Nazionale al Merito

Il presidente di Gariwo Gabriele Nissim è stato nominato Cavaliere dell’Ordine Nazionale al Merito dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron “per il lavoro sulla memoria e lo sviluppo delle relazioni tra i nostri due Paesi”.

La notizia è arrivata tramite una lettera dell’Ambasciatore francese a Roma Christian Masset.

Di seguito il testo della lettera: 

Roma, 26 gennaio 2018

Signor Professore,

Ho l’onore e il grande piacere di informarla che è stata nominata dall’Ordine Nazionale al Merito, al grado di Cavaliere per decreto del Presidente della Repubblica francese in data 26 gennaio 2018.

Con la presente le invio le mie più sincere congratulazioni per questa onorificenza che segna il riconoscimento, da parte delle più alte autorità francesi, dell’eminenza del suo lavoro e del suo impegno al servizio della memoria e delle relazioni tra i nostri due Paesi.

La prego di accettare questo riconoscimento, Signor Professore, ai sensi della mia più alta considerazione.

Bravo!

Christian MASSET

Gabriele Nissim, saggista e scrittore, è fondatore e presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti, la onlus che si occupa della ricerca delle figure esemplari dei Giusti e della loro divulgazione, soprattutto tra i giovani. Nel 2003 ha promosso a Milano la costruzione del Giardino dei Giusti di tutto il mondo, e da allora numerosi Giardini sono sorti in tutta Europa e in Medio Oriente. Nel 2014 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dalla città di Milano, per il suo impegno “costante per la prevenzione di nuovi crimini contro l'umanità, la creazione di Gariwo e la campagna che ha portato alla proclamazione della Giornata europea dei Giusti (6 marzo)” - istituita dal Parlamento Europeo nel 2012. Gabriele Nissim è, con Gariwo, anche promotore della Giornata dei Giusti dell'umanità, approvata dal Parlamento italiano il 7 dicembre 2017, che recepisce la Giornata europea dei Giusti e la rende solennità civile nell'ordinamento italiano.
È stato nominato Cavaliere di Madara, la massima onorificenza culturale bulgara, per la scoperta della figura di Dimitar Peshev. Ha vinto il premio “Ilaria Alpi” (con Emanuela Audisio) per il documentario Il giudice dei Giusti e ha ricevuto una menzione speciale dalla Regione Lombardia per l’impegno su questi temi. Per Mondadori ha pubblicato Ebrei invisibili (con Gabriele Eschenazi); L’uomo che fermò Hitler; Il tribunale del bene; Una bambina contro Stalin; La bontà insensata e La lettera a Hitler. Il suo ultimo libro, Il bene possibile, uscirà il 27 febbraio per le Edizioni Utet.

6 febbraio 2018

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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