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I Giusti al Festival dei Comportamenti

Gabriele Nissim a Lodi

sabato 17 maggio, ore 21
Sala Carlo Rivolta
Via Cavour 66 - Lodi


La memoria e “la foresta dei giusti”
Intervento di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, al Festival dei Comportamenti  di Lodi, un appuntamento che per nove giorni - dal 12 al 20 maggio - proporrà laboratori, spettacoli e incontri per riflettere sul tema "La relazione con sé, con l'altro, con il mondo".

"Il gesto eroico di Schindler - si legge nel programma dell'iniziativa - che salvò centinaia di ebrei dalla Shoah, e quella di Dimitar Peshev, che salvò gli ebrei di un’intera nazione, sono alcune delle molte vicende di eroismi quotidiani che durante l’ultima guerra hanno salvato la vita a migliaia di persone. Moshe Bejski ha dedicato la vita per ritrovare e commemorare i “Giusti”, perché di essi non fosse persa la memoria e il popolo ebraico potesse essere loro grato".

Tra gli ospiti della rassegna anche Enzo Bianchi, Luis Sepúlveda, Giuseppe Catozzella, Paolo Legrenzi, Nadia Toffa, Eraldo Affinati, Ian Leslie, Marina Sozzi, Massimo Recalcati, Giacobbe Fragomeni con Valerio Esposti, Gino Nebiolo con Pier Luigi Vercesi, Diego Fusaro e Davide Longoni.

Nel box approfondimenti il programma completo dell'iniziativa

16 maggio 2014

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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