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Il coraggio di preoccuparsi, la risolutezza di agire

Le Nazioni Unite celebrano i salvataggi durante l'Olocausto

La Giornata della Memoria del 2013 ricorda i Giusti e la loro opera di salvataggio. Il tema della Giornata, Rescue during the Holocaust: The Courage to Care, mira infatti a onorare tutti coloro che hanno rischiato la vita per salvare ebrei e altre vittime di persecuzione.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha partecipato alla cerimonia per le vittime dell'Olocausto tenutasi alla Sinagoga di New York. In questa occasione ha ricordato che "l'operazione di sterminio ha visto la partecipazione di molte persone a livelli diversi, dai leader militari ai cittadini comuni che cooperavano con i nazisti o semplicemente fingevano di non vedere", ma che questo non ha impedito a diversi individui di non stare a guardare e di impegnarsi in prima persona nel salvataggio degli ebrei. 


Ban Ki Moon ha esaltato non solo figure note, come Raoul Wallenberg, ma anche tutti quegli "eroi non riconosciuti", uomini e donne di diversa nazionalità ed estrazione sociale che con il loro coraggio hanno offerto un barlume di speranza in uno dei momenti più oscuri della Storia. "In un mondo in cui gli atti di violenza e di odio sono all'ordine del giorno - ha dichiarato il Segretario - sentiamo la necessità di ispirarci a queste persone ordinarie che hanno compiuto passi straordinari per la difesa della dignità umana".


Il programma delle Nazioni Unite per la celebrazione della Giornata della Memoria prevede una serie di eventi - mostre, proiezioni, attività educative e la cerimonia ufficiale del 25 gennaio - dedicata a coloro che, con il loro coraggio, hanno mostrato all'umanità intera che è sempre possibile fare una scelta in favore della dignità umana. Tra i nomi più celebri figura quello di Jan Karski, messaggero della Resistenza polacca durante l'occupazione nazista e Giusto tra le nazioni dal 1982.


Durante la cerimonia alla sinagoga Ban Ki Moon ha ricordato altri genocidi che hanno seguito l'Olocausto. In particolar modo il Segretario generale si è soffermato sul massacro di Srebrenica, considerato il più grande genocidio europeo dalla Seconda guerra mondiale. "L'ombra di Srebrenica si è unita a quella del Ruanda, della Cambogia e dell'Olocausto - ha concluso Ban Ki Moon - Ogni volta sentiamo dire 'mai più', ma possiamo veramente affermare di aver imparato la lezione da queste tragedie? Come comunità internazionale, abbiamo il coraggio di preoccuparci per queste cose, o la risolutezza di agire?".

14 gennaio 2013

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ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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