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Il Memoriale di Levashovo

per le vittime dello stalinismo

Un angolo del Cimitero Memoriale di Levashovo

Un angolo del Cimitero Memoriale di Levashovo

Il fondatore del Centro per i Nomi Restituiti presso la Biblioteca Nazionale della Russia, Anatolij Razumov, che sta raccogliendo a S. Pietroburgo i nomi delle vittime del terrore sovietico in un'opera straordinaria della memoria dal titolo Il Martirologio di Leningrado. 1937-1938, ci ha mandato questa testimonianza sul Cimitero-Memoriale di Levashovo, sorto sul luogo dove furono fucilati e sepolti in fosse comuni migliaia di innocenti perseguitati negli anni delle grandi purghe di Stalin.
All'interno anche alcune dediche raccolte nel libro degli ospiti del Cimitero-Memoriale.

Il 29 giugno 2007 posa di una lapide e cerimonia nel Cimitero per ricordare le vittime italiane, organizzata dal Memoriale di Levashovo e dall'Istituto Italiano di Cultura su proposta e con la collaborazione del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo.

10 novembre 2006

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Cimitero-Memoriale di Levashovo

Cerimonia per le vittime italiane del GULag

Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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