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Il Memorioso al Memoriale

l'evento di Gariwo per il Giorno della Memoria

“Non bisogna dimenticare, per cercare di portare sempre più all’attenzione dell’opinione pubblica ciò che è stato fatto in questa drammatica pagina del passato”.

Così il Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge ha aperto la serata al Memoriale della Shoah di Milano, presentata dall'editorialista del Corriere della Sera Antonio Ferrari. In occasione dell’inaugurazione dell’Auditorium, Gariwo ha portato in scena lo spettacolo Il Memorioso, tratto dai libri di Gabriele Nissim Il tribunale del bene e La bontà insensata con la regia di Paola Bigatto.

Nel suo monologo, l’attore Massimiliano Speziani ha ricordato tutti quegli uomini giusti che, in ogni parte del mondo, hanno rischiato la propria vita per salvare quella di altri uomini. È il caso di Aristide de Sousa Mendes, il console portoghese che aiutò gli ebrei a lasciare la Francia, di Dimitar Peshev, il vicepresidente del Parlamento bulgaro che riuscì a fermare i treni che avrebbero deportato tutti gli ebrei dei Paese, o di Jan Karski, il "testimone inascoltato" della Shoah.

Una serata per dire no al razzismo, per ricordare l'Olocausto e gli altri genocidi e per sottolineare l’importanza della lotta contro l’indifferenza.

“Il senso - ha spiegato Gabriele Nissim, presidente di Gariwo - è quello di raccogliere la grande tensione morale che è nata nel nostro Paese per trasmetterla in tutta Europa. A poche ore dal Giorno della Memoria vorrei esprimere la mia gratitudine verso l’Italia prima di tutto come ebreo, ma anche come chi ha sempre ritenuto che la memoria abbia un ruolo importante per l’educazione alla responsabilità nella vita di tutti i giorni. L’Italia infatti ha molti difetti, ma non c’è un Paese d’Europa dove il giorno della Shoah sia così sentito”.

Insieme al Ministro Kyenge, erano presenti esponenti del mondo politico locale e nazionale - come la vicesindaco di Milano Ada De Cesaris, i presidenti del Consiglio comunale Basilio Rizzo e del Consiglio provinciale Bruno Dapei, la coordinatrice di Forza Italia per la Lombardia Mariastella Gelmini - ma anche personalità come Umberto Veronesi, Fedele Confalonieri e don Gino Rigoldi, per celebrare il Giorno della Memoria e ricordare, come ha dichiarato Gabriele Nissim, che “ogni uomo, anche nelle situazioni di male estremo, ha sempre la possibilità di fare qualche cosa”.

La rassegna stampa nel box approfondimenti

22 gennaio 2014

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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