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Il messaggio del Sottosegretario Gustavo Adolfo Cioppa

in occasione della nascita di GariwoNetwork

Gustavo Adolfo Cioppa, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia

Gustavo Adolfo Cioppa, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia

Buongiorno, porto i saluti del Presidente Maroni e di Regione Lombardia.

Ringrazio gli organizzatori di questo importante evento e gli illustri relatori.

La tecnologia che avanza è un inno alla vita, perchè moltiplica - si vorrebbe dire all'infinito - gli strumenti di conoscenza e di progresso dei viventi: moltiplica le possibilità di comunicazione e di reciproco arricchimento culturale, cui fornisce un apporto fondamentale, il culto della memoria.

E a noi è toccata in sorte l'epoca dello sviluppo cibernetico, del digitale: una rivoluzione di tali proporzioni, da costituire, per plurimi versi, la prima pagina di una nuova storia e, al contempo, il mezzo di preservazione sicura di quella trascorsa, del tesoro della memoria.

Nel DNA del genere umano c’è del bene e questo ha permesso ai Giusti di compiere azioni coraggiose ed ancora oggi di educarci con l’esempio alla difesa del Bene.

Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti (Paolo Borsellino).”

Ciascuno di noi, la Società, le Istituzioni ricordino sempre quanto dolore portano gli assolutarismi e le persecuzioni, le guerre e il desiderio di prevaricazione e la tracotanza.

Molte le sfide del nostro tempo, ma essenziale per poterle affrontare è sicuramente il rispetto reciproco, la salvaguardia dei valori e della dignità umana che valorizza l’uomo per il solo fatto di essere uomo, la voglia di pace e di riaffermare con forza il Bene comune.

Il messaggio dei Giusti deve in questo momento in cui le ingiustizie, i focolai di guerra, i danni ambientali, le crisi dei valori minacciano la Società, contrapporsi con l’esempio, in un messaggio di Pace, solidarietà e libertà.

Mi auguro che la giornata di oggi, che è un momento di forte raccoglimento, di un ricordo che si deve trasformare in stimolo per tutti noi, di impegno etico e morale, dia ancora più impulso e forza alle attività che dovranno concretizzarsi al più presto.

Ecco, allora, l'importanza di salutare con favore, fervore ed entusiasmo il lancio di un network che si propone come strumento per divulgare la voce dei Giusti nel mondo, distribuendo per ogni dove l'eco di lingue, culture, civiltà, il cui comune denominatore sia la giustizia.

“Qui prego col dolore nel cuore, perché mai più vi siano tragedie come questa, perché l’umanità non dimentichi e sappia vincere con il bene il male. La memoria non va annacquata né dimenticata; la memoria è fonte di pace e di futuro.” Papa Francesco, Giardino dei Giusti in Armenia

Gustavo Adolfo Cioppa, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia

17 novembre 2017

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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