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Il messaggio dell'Eurodeputato Brando Benifei

in occasione della nascita di GariwoNetwork

Brando Benifei

Brando Benifei

Mi dispiace molto non poter essere con voi oggi, per il primo incontro internazionale del Gariwo Network. Purtroppo mi trovo a Strasburgo per la plenaria del Parlamento europeo, ma è un onore per me inviarvi questo breve messaggio.

Vi scrivo queste poche righe nella giornata in cui giunge all’Europa l’aspra critica dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani per le condizioni disumane dei campi per i migranti in Libia. L’ennesima conferma che non si può nascondere la polvere sotto il tappeto. L’Unione si sta attivando per porre fine a queste incredibili violazioni, ma questa situazione non fa che ricordarci le nostre responsabilità nei confronti delle tante ingiustizie che attraversano il mondo, purtroppo anche a casa nostra o molto vicino. L’incontro di oggi sarà, mi auguro, la prima tappa di un cammino comune di tutte le persone che, di fronte a tutto ciò non riescono a tacere, sentono di dover agire, in qualsiasi modo a loro possibile. 

Al giorno d’oggi, è triste constatare che queste persone sembrano sempre di meno, sembra che prevalga l’indifferenza, quando non la rabbia e la diffidenza. Eppure, siamo tanti. In tanti abbiamo sentito come un dovere quasi istintivo quello di firmare la Carta delle responsabilità, che è diventata la base del nostro agire per un futuro più giusto. E, permettetemi di dire, chi come noi ha delle responsabilità, dalle istituzioni alla stampa all’istruzione alla cultura, può e deve fare anche molto, a maggior ragione in una fase storica in cui è più facile voltarsi dall’altra parte e in cui sembrano tornare echi di un passato buio che credevamo irripetibile. 

Ebbene, abbiamo sempre maggiori segnali che il passato può tornare, pur se in altre forme, senza l’impegno quotidiano di tante cittadine e cittadini per mantenere vivi i valori di pace, uguaglianza, rispetto della dignità della persona. Lasciatemi dire un’ultima cosa: pur con i suoi tanti problemi, l’Europa resta ancora oggi in tutto il mondo un baluardo nella difesa dei diritti fondamentali. Il nostro essere europei deve renderci fieri e spronarci a proseguire la nostra battaglia, e la definisco tale non a caso, viste le sempre crescenti pressioni populiste, euroscettiche e a volte più concentrate sui benefici economici che non sulle responsabilità interne ed esterne nella promozione dei nostri valori fondanti. 

Per questo ho voluto portare l’esperienza del Giardino dei Giusti al Parlamento europeo nel maggio 2016, con un riscontro davvero positivo, per contribuire a diffondere anche a Bruxelles quello che considero il “nostro” messaggio. Concludo quindi salutando tutti, in particolare Gabriele Nissim, fondatore di questa straordinaria comunità, certo che oggi porrete le basi per un impegno ancora più forte e incisivo in difesa dei più deboli, nel quale potete contare sulla mia totale disponibilità. 

Brando Benifei, eurodeputato

17 novembre 2017

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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