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​Il viaggio della memoria parte dal Giardino dei Giusti

con Noemi Di Segni, lanciato un nuovo progetto didattico

Noemi Di Segni, presidente UCEI, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano

Noemi Di Segni, presidente UCEI, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano

Dalla memoria della Shoah alla memoria dei Giusti.
È questo il fil rouge che unisce il nuovo progetto di Gariwo, lanciato al Giardino dei Giusti di Milano alla presenza di Noemi Di Segni, presidente UCEI, e di cento ragazzi delle scuole di Piemonte e Lombardia.

Nei prossimi giorni, infatti, Gariwo sarà in viaggio con il Treno della Memoria e oltre 200 studenti, in un percorso alla scoperta di città come Praga e Cracovia e dei luoghi della memoria della Shoah: Terezin, la fabbrica di Schindler, i campi di Auschwitz e Birkenau.
L’obiettivo è quello di dar vita a un progetto educativo e didattico che accompagni i più giovani, ogni anno, attraverso il dramma della Shoah fino all’esempio positivo dei Giusti di tutto il mondo, con la creazione di Giardini dei Giusti negli istituti che partecipano ai viaggi.

Crediamo che la memoria non sia solo la trasmissione delle storie del passato: il suo scopo è quello di promuovere nuovi comportamenti etici nella società. Non basta ricordare, ma si tratta di decidere come rendere viva la memoria per educare alla responsabilità i cittadini nel mondo attuale. E quale modo migliore per farlo, se non vivere questa esperienza insieme ai giovani studenti e proporre loro modelli virtuosi come i Giusti?

Come ha ricordato Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, “Le persone giuste ci fanno bene. Creano stupore e meraviglia. Permettono di sognare un mondo diverso. Non c’è una ricetta a priori per comprendere il tragitto della scelta di un individuo di fronte alle sfide della Storia, perché il meccanismo interiore cambia di situazione in situazione. Il tema dell'educazione alla scelta è il compito fondamentale dei Giardini dei Giusti”.

Raccontare le storie di chi, ieri come oggi, ha scelto il Bene di fronte alle sfide del proprio tempo, è fondamentale per far capire che il bene è sempre possibile. Questo è importante soprattutto per le giovani generazioni, che attraverso gli esempi dei Giusti imparano il valore della responsabilità personale. Non è necessario essere un santo o un eroe per compiere un atto giusto: i Giusti infatti dimostrano che ognuno di noi può scegliere il bene nella sua quotidianità, semplicemente rispondendo al richiamo della propria coscienza.

Oggi la memoria pubblica affronta nuove sfide, nuove intolleranze, un nuovo linguaggio di odio. A tutto questo ha dato una risposta Liliana Segre, imprescindibile testimone della memoria e fiera sentinella di fronte all’indifferenza dell’oggi. Noi vogliamo seguire le sue parole: “I Giusti non sono e non sono stati mai indifferenti, e quindi bisogna pensare a loro come a un dono che ha ricevuto l’umanità intera. Così, con tutto lo stupore per il male altrui, dobbiamo ammirarli, non essere stupiti, ma accettare la felicità che ci siano stati e che continuino ad esserci, i Giusti”.

5 febbraio 2020

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​Il viaggio della memoria parte dal Giardino dei Giusti di Milano

alla presenza di Noemi Di Segni

Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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