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Il viaggio più lungo, da Rodi ad Auschwitz

il film di Ruggero Gabbai sulla deportazione degli ebrei rodiesi

"Tra le vittime italiane della Shoah vanno inclusi anche gli ebrei di Rodi". Così ha scritto sul Corriere della Sera Liliana Picciotto, ricercatrice del CDEC e autrice con Marcello Pezzetti (Museo della Shoah di Roma) del film che il regista Ruggero Gabbai ha dedicato a una vicenda della Shoah a lungo dimenticata.

Il Viaggio più lungo. Rodi - Auschwitz ricostruisce attraverso le testimonianze dei sopravvissuti la deportazione dell'intera comunità ebraica dell'isola del Dodecaneso a opera delle truppe naziste: una tragica odissea iniziata il 23 luglio del 1944 e terminata pochi giorni dopo, il 16 agosto, con l'arrivo al campo di oltre mille deportati, tra cui molte donne e bambini. 


Il film sarà proiettato in anteprima a Roma il 9 maggio alle ore 20,00 presso il cinema Barberini. 
A Milano, proiezione con ingresso libero lunedì 13 maggio alle ore 20.30 presso il cinema Orfeo di Viale Coni Zugna, 50. A seguire, dibattito moderato da Ferruccio de Bortoli con Sami Modiano, gli autori e il regista della pellicola. 


Nel box approfondimenti la scheda del film a cura del CDEC e il trailer del film

8 maggio 2013

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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