English version | Cerca nel sito:

In Grecia un Monumento per i Giusti

alla Sinagoga di Beth Shalom di Atene

Il Monumento per i Giusti tra le Nazioni di Atene

Il Monumento per i Giusti tra le Nazioni di Atene

Di seguito proponiamo il resoconto dell'inaugurazione per il nuovo Monumento per i Giusti tra le Nazioni alla sinagoga di Beth Shalom, ad Atene, redatto dal Comitato Centrale delle Comunità Ebraiche in Grecia:

Con l’inaugurazione del Monumento per i Giusti tra le Nazioni, nel cortile della sinagoga di Beth Shalom ad Atene, tenutasi il 27 gennaio 2016 come parte delle iniziative per il Giorno della Memoria, la comunità ebraica greca ha voluto ricordare gli eroi attivi durante l’occupazione tedesca, i propri compatrioti di fede cristiana che, mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri familiari, salvarono centinaia di ebrei.

“Gli ebrei sentono una grandissima riconoscenza per la memoria di questi eroi”, ha sottolineato durante il suo discorso Benjamin Albalas, Presidente del Consiglio Europeo delle Comunità Ebraiche e già presidente del Comitato Centrale delle Comunità Ebraiche in Grecia e della Comunità Ebraica di Atene, che ha collaborato alla creazione del monumento. Dopo l’esperienza traumatica dell’occupazione tedesca e della loro persecuzione, i sopravvissuti ebrei hanno cercato coloro che li hanno salvati per onorarli. Inoltre, Israele ha deciso di investirli del titolo e della medaglia di “Giusti tra le Nazioni”, l’onorificenza più alta offerta dallo Stato, che in questo modo ufficialmente riconosce eterna gratitudine alle persone che con le loro azioni hanno dato all’aggettivo “umano” il più alto e nobile valore, caricandolo di un significato trascendentale.

L’inaugurazione del monumento è stata portata a termine dal Presidente della Repubblica Ellenica Prokopis Pavlopoulos, alla presenza di alcuni tra i Giusti greci ancora in vita e da molti dei loro familiari, come anche da sopravvissuti dell’occupazione tedesca. Alcuni ospiti hanno offerto interventi sul significato e sull’importante ruolo ricoperto dal monumento; tra gli altri hanno preso la parola Minos Moissis, Presidente della Comunità Ebraica di Atene; Moses Constantinis, Presidente del Comitato Centrale delle Comunità Ebraiche in Grecia (KIS); B. Albalas.

Il Monumento per i Giusti greci è speciale, originale, interattivo e largamente simbolico.

Il luogo: La scultura è stata installata a ridosso dell’inferriata del cortile della sinagoga di Atene, dove gli ebrei ateniesi furono riuniti per essere registrati secondo un mandato tedesco del 4 ottobre del 1943. Fu proprio lì che cominciò a spargersi la voce riguardo alla necessità di fuggire, necessità che porto gli ebrei della città a un’agonizzante ricerca verso nascondigli e rifugi. Lo stesso luogo fu anche teatro dell’arresto di 800 ebrei da parte della Gestapo durante quel fatidico venerdì, 24 marzo 1944, quando questi furono trasportati prima a Haidari e infine ad Auschwitz.

Il Presidente della Comunità Ebraica di Atene Minos Moissis ha fatto riferimento proprio al significato del luogo scelto per il monumento: “Qui, in Melidoni Street, nel cuore del quartiere ebraico di Atene, nel marzo del 1944, gli ebrei che non furono abbastanza fortunati da essere protetti da tali esempi di umanità come i Gusti, furono arrestati, caricati su furgoni che li portarono a Haidari e da lì su dei treni diretti ai campi di concentramento”.

Il design: Anche il design del monumento è unico. Non si tratta semplicemente della rappresentazione di un libro, ma si può definire esso stesso un libro. Sulla sua copertina si trova un albero, simbolo di vita nell’ebraismo. Incisi sulle sue pagine di metallo - che i visitatori possono voltare per davvero, grazie alla rotazione sull’asse del dorso del libro - i nomi dei 328 Giusti greci. La sua base porta l’iscrizione: “Chi salva una vita salva il mondo intero”.

Gli artisti: Il monumento è stato disegnato da Matilda Behara, architetto; Kelly Kovo, graphic designer; Anastasia Filippopoulou, architetto, che hanno anche fatto parte del comitato speciale incaricato della realizzazione di questa iniziativa, insieme a Benjamin Albalas, rappresentante del KIS, Mikis Modiano e Haim Nahmias in rappresentanza della Comunità Ebraica di Atene.

L’idea originale per la sua costruzione è stata concepita nel novembre del 2013 da B. Albalas quando, operando allora come presidente del KIS, accompagnò i delegati della Raoul Wallenberg Foundation alla residenza presidenziale, per premiare il Presidente della Grecia con la medaglia Wallenberg. Albalas ricorda nel suo discorso:

“Il 18 novembre 2013, in una solenne cerimonia tenuta alla residenza presidenziale, la Raoul Wallenberg Foundation onorò i Giusti greci e il popolo greco rappresentato dall’allora Presidente della Repubblica Ellenica Karolos Papoulias.

Presi parte all’evento come l’allora Presidente del Comitato Centrale delle Comunità Ebraiche in Grecia. Fu in quel momento che questa memoria si risvegliò dentro di me.

Fu allora che il debito nei confronti dei Giusti greci tra le Nazioni e la necessità di ripagarli del loro operato cominciò a riempire i miei pensieri.

Fu allora che io - da bambino che si nascose e che, insieme alla propria famiglia, fu salvato da un Giusto greco - promisi a me stesso e a tutti i presenti che i greci di fede ebraica avrebbero onorato la memoria dei Giusti greci”.

Albalas ha anche colto l’opportunità per parlare de “Le case della vita”, un’importante iniziativa promossa dalla Wallenberg Foundation per segnalare i luoghi che funsero da sfondo all’opera di salvataggio degli ebrei. La prima “casa della vita” è stata inaugurata l’anno scorso nell’isola greca di Ereikous e un’altra verrà inaugurata a breve a Piraeus.

Frammenti dagli interventi

  • Minos Moissis, Presidente della Comunità Ebraica di Atene:

“Oggi, la Grecia e Atene non ricordano le vite di grandi uomini della storia, ma quelle di persone ordinarie, la cui storia, tuttavia, è troppo spesso messa da parte.

…Qui, in questo luogo, la Comunità Ebraica di Atene ospita il monumento per i Giusti greci, come piccolo segno di gratitudine offerto dalla collettività ai greci ebrei. Un’eredità lasciata alla città di Atene per onorare e ricordare per sempre le loro azioni. Per ricordare chi ha dimostrato di essere veramente umano”.

* Moses Constantinis, Presidente KIS:

“…Coloro che riuscirono a fuggire dalle deportazioni durante la persecuzione hanno visto con i propri occhi fin dove la natura umana può spingersi: indifferenza - perfidia - inimicizia - egoismo e affarismo, ma anche i suoi opposti: sacrificio, eroismo, solidarietà, supporto… I primi furono la regola, i secondi l’eccezione…

I nostri eroi furono la nostra unica speranza, la luce che rischiarava le tenebre”.

9 febbraio 2016

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google.

Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

leggi tutto

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia