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La Fondazione Gariwo e i Giardini dei Giusti

un documento di Gariwo

Moshe Bejski insieme a Gabriele Nissim

Moshe Bejski insieme a Gabriele Nissim

Gariwo ha considerato sin dall’inizio i Giusti della Shoah come punto di riferimento e lente di ingrandimento per tutti i genocidi e crimini contro l’umanità. Un esempio per il mondo perché il tema dei Giusti pone il problema fondamentale della memoria della Shoah (il male estremo, unico, paradigmatico).

I Giusti insegnano ad agire per la prevenzione di ogni genocidio, verso gli ebrei come verso ogni popolo. Attraverso la loro conoscenza si educano gli individui ad assumersi una responsabilità personale ogni volta che il mondo prende una cattiva direzione e si manifestano nuovi segnali di odio, di intolleranza e di antisemitismo.

Gariwo ritiene che il compito dei Giardini dei Giusti sia quello di valorizzare e ricordare le figure messe in luce dalle esperienza dei popoli e dalle loro narrazioni (ebrei, armeni, ruandesi, africani, cambogiani, bosniaci, yazidi, Paesi dell’Est) e dalle ricerche degli storici che le hanno studiate e poste all’attenzione dell’opinione pubblica.

I Giardini onorano le figure esemplari della Shoah e degli altri genocidi che hanno rischiato la vita o la loro reputazione di fronte ad ogni male estremo. Sono queste le figure centrali che bisogna far uscire dall’oblio in modo che divengano fonte di conoscenza nella società per creare un positivo meccanismo di gratitudine e di emulazione.

Assieme a queste storie di Giusti invita anche a riflettere sulle figure che nel mondo di oggi cercano di bloccare l’antisemitismo, l’odio verso altri popoli, il razzismo e tutte modalità che possono riproporre nuovi genocidi, come la politica dell’Iran verso Israele, la persecuzione degli uiguri, la cacciata dei Rohingya.

Il concetto di Giusto non può infatti essere legato solo alle crisi compiute, ma occorre collegarlo alla prevenzione. Sono questi del resto i “Giusti nascosti” della tradizione ebraica che agiscono prima che il male si compia e a cui tutti, pur non conoscendoli, dobbiamo essere riconoscenti.

Per divulgare le storie dei Giusti, e dare dei punti di riferimento culturale ai Giardini e alle attività delle scuole, Gariwo sta creando, coinvolgendo molti intellettuali e studiosi un’ Enciclopedia dei Giusti in diverse lingue che, partendo dai Giusti di Yad Vashem, offra informazioni storiche e biografiche sui Giusti di tutti i genocidi. È infatti la conoscenza storica lo strumento fondamentale che permette ai Giardini di crescere. Con questa Enciclopedia si vogliono mostrare affinità e differenze tra i vari genocidi e totalitarismi.

Ci sono, al momento, tre grandi Giardini dei Giusti (Milano, Roma e Varsavia), che si avvalgono del lavoro di Commissioni e Comitati dei Garanti (in carica per 4 anni), che studiano, discutono e vagliano attentamente le proposte, come del resto avviene a Yad Vashem. La scelte avvengano con una votazione o dopo una consultazione dei differenti membri. Se ci sono dei dubbi le proposte vengono respinte. Poiché riteniamo che questa modalità di lavoro sia la più adatta a rendere affidabili e autorevoli le scelte, consigliamo e sollecitiamo i vari Giardini, in Italia come all’estero, a darsi delle strutture fisse e organizzate. Gariwo sta lavorando con questa impostazione per la costruzioni di nuovi Giardini a New York, in Rwuanda, in Armenia, in Svezia, in Francia, in Tunisia, in Kurdistan.

Questo processo fa parte di un percorso di maturazione che si è realizzato con anni di lavoro e che va sottoposto continuamente a verifica. Del resto anche a Yad Vashem ci sono voluti anni prima che si creasse una Commissione dei Giusti, dopo la legge del 1953, e che si definissero criteri di valutazione di fronte ad ogni nuova problematica. Moshe Bejski, ad esempio, mise in discussione il criterio secondo cui, per considerare un Giusto, valesse sempre il principio del rischio della vita, e ancora oggi si dibatte se gli ebrei che hanno aiutato altri ebrei possano essere definiti Giusti (mentre la regola che viene seguita è quella di “un non ebreo che salva un ebreo”).

Tali discussioni non potranno che essere sempre aperte, perché il giudizio sui Giusti non è mai definitivo e può anche cambiare nel corso del tempo. Oggi, la progressiva scomparsa dei testimoni diretti che raccontano la propria esperienza, dà sempre più importanza, nelle scelte, alle ricerche degli storici.

Gariwo è una Fondazione onlus che riunisce laici e religiosi ,ebrei, armeni, rwuandesi, filosofi, storici, scrittori, con una redazione che organizza dibattiti, discussioni, pratiche di educazione e corsi di aggiornamento per insegnanti. Gariwo è una struttura plurale con diversi punti di vista poiché non ci potrà mai essere una visione unica sul tema dei giusti e della responsabilità. Essa cerca quindi costantemente di rendere trasparente il dibattito e la ricchezza di posizioni che di volta in volta aprono nuovi sentieri di riflessione.

La Fondazione non è un organo che delibera, ma un punto di raccolta di educatori e studiosi dei genocidi. Non è Gariwo che decide chi sono i Giusti, ma le strutture che presiedono e organizzano i Giardini. Gariwo si occupa esclusivamente del lavoro di informazione, ricerca e approfondimento. Forniamo orientamenti e un eventuale supporto organizzativo: seminiamo idee per i Giardini. Sono poi le istituzioni, le università, le scuole che scelgono autonomamente il loro percorso.

Con la Legge sui Giusti in Italia (dopo che il Parlamento di Bruxelles ha votato nel 2102 la Giornata europea dei Giusti, il Parlamento italiano ha stabilito, il 20 dicembre 2017, che la Giornata dei Giusti, il 6 marzo, è solennità civile) si è sviluppato un vasto movimento culturale, nelle scuole e nei piccoli comuni, che studia e ricerca i Giusti dal basso. Forse per la prima volta si è creato un percorso di ricerca dei giusti all’interno della società che porta non solo a fare delle scelte etiche, ma che insegna a contrapporre gli uomini meritevoli, rispetto ai fanatici, agli intolleranti e ai genocidari nelle situazioni di crisi. I Giusti infatti insegnano a distinguere. È un pregiudizio credere che ricordare gli uomini migliori sia una copertura nei confronti del male. I giusti infatti rappresentano sempre una denuncia degli uomini ingiusti.

È nato così un grande processo educativo attorno alla valorizzazione del Bene che fa onore al nostro paese. Per questo motivo Gariwo, seppur con forze limitate, ha creato una rete di intellettuali che hanno il compito di vagliare le proposte (che ci debbono venir inoltrate in anticipo) e, nel caso di divergenze, di esprimere il proprio motivato dissenso.

Per rendere più proficuo questo percorso di crescita si è creata una Rete dei Giardini che, una volta all’anno, si riunisce per uno scambio di esperienze tra educatori, cittadini, intellettuali e protagonisti. La maturazione di questa Rete e delle esperienze non avviene con direttive dall’alto, ma attraverso un percorso di partecipazione e dibattito dove ciò che fa la differenza è sempre il dialogo, il convincimento e l’educazione. Del resto anche l’educazione alla cittadinanza, come la lotta all’antisemitismo e ad ogni forma di odio e di razzismo, è un percorso senza fine.

Gariwo non è l’unico depositario di questa maturazione dei Giardini, ma tutte le associazioni ebraiche, culturali, religiose e democratiche del nostro paese sono chiamate a operare per lo sviluppo di questa pratica innovativa. La valorizzazione dei Giusti non deve diventare un processo divisivo nella società italiana, ma una percorso comune che raccoglie e unisce le forze migliori e dove le varie componenti sono chiamate ad assumersi una responsabilità come avviene del resto in tutte le istituzioni del paese.

Lo sviluppo dei Giardini in Italia, in Europa e nel resto del mondo, dopo la grande esperienza di Yad Vashem, rappresenta una sfida senza precedenti nell’educazione alla responsabilità personale di ogni cittadino. Attraverso la loro estensione si insegna il principio cardine della libertà e della possibilità di scelta contro ogni visione determinista della storia. Si trasmette l’idea difficile, ma essenziale, secondo cui in ogni situazione, in ogni regime , in ogni contesto, è sempre l’individuo con il suo carattere che può fare la differenza e che come sosteneva Spinoza ogni uomo può sempre avere la prerogativa di salvare un altro uomo.

13 aprile 2021

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Katja Petrowskaja, traduzione di Ada Vigliani

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