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La Giornata della Memoria in Europa

interviste di Gariwo

La sede della Fondazione Auschwitz del Belgio (foto di Auschwitzfoundation.be)

La sede della Fondazione Auschwitz del Belgio (foto di Auschwitzfoundation.be)

Il 27 gennaio si celebra la liberazione del campo di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche e per estensione si commemorano le vittime dell’orrore nazifascista. L'Italia è un Paese all'avanguardia nelle commemorazioni, che si svolgono in tutti i Comuni, le scuole di ogni ordine e grado e ovunque. Ma l'Europa come commemora questa giornata? Gariwo ha svolto una serie di interviste che pubblicheremo da qui al 27 gennaio. 

Siamo partiti dal Belgio con l'intervista a Frédéric Crahay, coordinatore di Fondazione Auschwitz del Belgio, una onlus fondata dagli ex deportati di questo Paese che mira a diffondere la conoscenza e la memoria dei crimini hitleriani, anche attraverso la preservazione di archivi documentaristici. Nel box trovate le interviste ai responsabili di importanti enti della Memoria degli altri Paesi europei. 

Il Belgio, che fu invaso dai nazisti in violazione della sua neutralità, oggi ospita le istituzioni dell’Europa unita, oggi alla ricerca di nuovi valori comuni per poter superare la crisi e continuare a esistere. La Fondazione Auschwitz del Belgio è una onlus fondata dagli ex deportati di questo Paese che mira a diffondere la conoscenza e la memoria dei crimini hitleriani, anche attraverso la preservazione di archivi documentaristici.     

Come si celebra il giorno della memoria in Belgio? È un momento sentito dalla popolazione?
Il 27 gennaio, giornata della memoria, è qualcosa di cui si parla soprattutto nei giornali in Belgio. Le organizzazioni se ne occupano. L’Institut des Veterans, che dipende dal Ministero della Difesa, in particolare organizza ogni anno un viaggio con gli studenti e i giovani di una giornata ad Auschwitz. Noi della Fondazione Auschwitz predisponiamo ogni anno il 27 gennaio un concorso nel quale gli studenti scrivono delle dissertazioni, che vengono vagliate da una giuria. Gli autori dei temi migliori li accompagniamo a visitare Auschwitz. Lo scopo è quello di sensibilizzare i cittadini belgi a ricordare questi eventi e inoltre di metterli in guardia contro l’estremismo nel nostro tempo. Nel 2012 abbiamo organizzato un viaggio per mille studenti, anche italiani, ad Auschwitz, e l’iniziativa verrà riedita nel 2015. Infine organizziamo un viaggio di cinque giorni (per un centinaio di persone) ad Auschwitz, che quest’anno avrà luogo dal 14 al 18 aprile. Poi c’è anche, ovviamente, l’attività delle Istituzioni Europee che hanno sede a Bruxelles.  Ma la maggior parte della popolazione belga è più sensibile a giornate come l’8 maggio (più conosciuto, e un tempo festività anche se solo nell'amministrazione pubblica, e oggi neanche più quello - in realtà l'11 novembre che è la fine della Prima Guerra Mondiale in Belgio è più sentito ancora dell'8 maggio), che è la Festa di Liberazione del nostro Paese, il 1 maggio o altre. 

Le organizzazioni belghe che si occupano di Memoria si occupano anche degli altri genocidi oltre alla Shoah? 
Si occupano del genocidio ruandese, nel quale il Belgio ha avuto qualche coinvolgimento, ad aprile quando ne ricorre l’anniversario. Per il genocidio armeno del 1915 in Belgio non c’è una legge come in Francia, ma solo un Decreto del Senato che riconosce questo genocidio, ma solamente a livello del Senato, ma si ricorda anche questo. Un po’ meno viene fatto per ricordare la Cambogia, nel cui caso il Belgio ha avuto un coinvolgimento minore. Alcuni commemorano questi genocidi anche il 27 gennaio, ma in genere vengono commemorati ognuno alla sua data. Esistono anche commemorazioni per esempio di tragedie come la prima guerra mondiale, anche se non si tratta in quel caso di genocidi. Il 27 gennaio però come ho detto sopra è una data che coinvolge le persone più attraverso i media che con una partecipazione massiccia. 

In Belgio sono considerate anche occasioni relative alla Memoria del Bene nell’ambito delle commemorazioni del 27 gennaio? 
Ci sono alcune iniziative legate alla memoria dei Giusti, secondo i criteri di Yad Vashem, ma sono legate soprattutto alle Istituzioni Europee più che alla società belga. Però naturalmente si svolgono qui in Belgio, nella nostra capitale. 

Carolina Figini, Redazione Gariwo

17 gennaio 2014

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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