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La memoria del genocidio in Rwanda

una Collina dei Giusti a Kigali

Nel 1994 in soli cento giorni gli estremisti Hutu uccidono più di 800.000 Tutsi e Hutu moderati. È obbligatorio uccidere, altrimenti si viene considerati nemici ed eliminati a propria volta.

Alcuni uomini e donne hanno il coraggio di opporsi a questo piano di sterminio scegliendo di non uccidere, di proteggere i perseguitati, o di testimoniare la verità. Tra loro Pierantonio Costa, rappresentante diplomatico per l'Italia durante il genocidio, che ha cercato di mettere in salvo quante più persone possibili, Zura Karuhimbi, una donna hutu che ha salvato moltissimi Tutsi e Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio e scrittrice. Pierantonio Costa, Zura Karuhimbi e Yolande Mukagasana sono candidati al Nobel per la Pace.

A Milano il 7 aprile durante la cerimonia al Giardino dei Giusti di tutto il mondo un nuovo albero sarà dedicato a Romeo Dallaire, comandante dei Caschi Blu dell'Onu che si battè invano per fermare il genocidio. Il Comitato Foresta dei Giusti ha intervistato Pierantonio Costa.



UNA COLLINA DEI GIUSTI IN RWANDA

Quest'anno nasce il progetto di una Collina dei Giusti in Rwanda, promosso dal Comitato Foresta dei Giusti e da Yolande Mukagasana.

Yolande Mukagasana ha scritto: "Questo progetto sarà importante per l'educazione dei bambini e stimolerà le nuove generazioni a diventare cittadini responsabili. I giovani impareranno che non c’erano buoni e cattivi, ma che c’era un progetto criminale basato su un’ideologia.
Inoltre grazie a questa iniziativa potremo preservare la memoria del genocidio raccogliendo le testimonianze di tutte le persone coinvolte, non solo delle vittime della persecuzione".

LA GIORNATA DELLA MEMORIA A ROMA

Il 9 aprile al Teatro Piccolo Eliseo, l'Associazione Bene Rwanda onlus organizza una manifestazione commemorativa a cui intervengono, tra gli altri, Gabriele Nissim, Moni Ovadia e Françoise Kankindi.

1 aprile 2011

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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