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Quando il mondo sembra un’unica grande cospirazione

di Yuval Noah Harari

Max Löffler

Pubblichiamo di seguito la traduzione della riflessione sul NYT dello storico israeliano Yuval Noah Harari. 

Comprendere la struttura delle teorie del complotto globale può aiutarci a fare luce sulla loro attrattività – ed inerente falsità.

Le teorie complottiste o della cospirazione possono assumere svariate forme e dimensioni, ma quella più comune sembra essere la teoria secondo cui esisterebbe una “cabala globale”.

Secondo una recente indagine, che ha coinvolto circa 26,000 persone in 25 paesi, il 37% degli americani crede che esista (o possa esistere) “un unico gruppo di persone che dall’alto manipola e controlla gli avvenimenti globali e che segretamente governa il mondo.” Lo stesso pensano il 45% degli italiani, il 55% degli ispanici ed il 78% dei nigeriani.

Le teorie complottiste non sono certo state inventate da QAnon; sono state in circolazione per migliaia di anni ed alcune di esse hanno avuto un impatto enorme sulla storia dell’umanità. Prendiamo il nazismo, ad esempio. Normalmente, non penseremmo al nazismo in quanto cospirazione. Il nazismo, infatti, è arrivato a dominare un intero Paese e ha scatenato la Seconda guerra mondiale, ragioni per la quale tendiamo a considerarlo un’ideologia, per quanto malvagia.

Ma, in fondo, il nazismo era sì basato su una teoria del complotto globale ed una menzogna antisemitica. Il messaggio di fondo era più o meno questo: “Esiste una cabala di finanzieri ebrei che segretamente domina il mondo e che sta tramando di annientare la razza ariana. Sono stati loro i responsabili della Rivoluzione Bolscevica, sono loro ad essere realmente a capo delle democrazie occidentali e sono ancora loro a controllare i media e le banche. Solo Hitler è stato in grado di vedere in chiaro i loro piani malefici e solo lui potrà fermarli, salvando così l’umanità.”

Analizzare quale sia la struttura di tali teorie può quindi aiutarci a comprenderne il fascino ed intrinseca falsità.

La struttura

Le teorie del complotto globale sostengono che dietro a qualsiasi avvenimento a cui assistiamo, qui od altrove, si nasconda in realtà una mente superiore, un unico malvagio gruppo in grado di dirigere gli affari del mondo. L’identità di tale gruppo varia a seconda della teoria: alcuni credono si tratti della massoneria, di streghe o satanisti; altri pensano che a dominare il mondo siano gli alieni o degli uomini-lucertola o altre strane combriccole.

Ma la struttura di base rimane la stessa: il gruppo in questione controlla pressoché tutto ciò che accade, celando, allo stesso tempo, la sua reale influenza su tali vicende.

Le teorie complottiste della “cabala” nutrono inoltre un certo fascino nell’unire gli opposti. Ad esempio, secondo il nazismo, capitalismo e comunismo sono solo all’apparenza incompatibili poiché questo è quello che la cabala ebraica vuole farci credere. Oppure, pensiamo forse che i Bush ed i Clinton siano rivali? Assolutamente no! Stanno solo fingendo, mentre in realtà partecipano tutti agli stessi party Tupperware.

Partendo da queste premesse, appare quindi chiara una struttura comune a queste teorie. Tutto ciò che i media ci raccontano è in fondo soltanto un teatrino pensato per distrarci ed i politici che, in apparenza, sono coloro che ci distraggono non sono altro che marionette nelle mani dei veri dominatori del mondo.

Il fascino

Le teorie della cabala globale attraggono sempre più seguaci in parte perché sono in grado di offrire una singola, semplicissima spiegazione ad innumerevoli e ben più complessi processi globali. Le nostre vite sono costantemente sconvolte da guerre, rivoluzioni, crisi e pandemie. Ma se riuscissimo a credere che ci sia un fondo di verità nelle teorie della cabala globale, beh, allora tutto sarebbe più semplice, e potremmo cullarci nella confortante convinzione che noi, sì, noi capiamo tutto.

La guerra in Siria? Non abbiamo certo bisogno di studiare la storia del Medio Oriente per capire cosa stia accadendo: è tutto parte di una grande cospirazione. Lo sviluppo delle tecnologie 5G? Ancora, non c’è bisogno di essere dei fisici esperti di onde radio per comprendere che si tratta, in fondo, di un complotto. E la pandemia di Covid-19? Nulla a che vedere con ecosistemi, pipistrelli e virus: è ovviamente parte di una cospirazione globale.

Lo schema di base delle teorie della cabala permette di svelare tutti i misteri del mondo e di accedere così a quel circolo illuminato di persone che “sanno.” Ci rende più intelligenti, più capaci e più saggi dell’uomo comune, elevandoci al di sopra dell’élite intellettuale e della classe dominante, composte da professori, giornalisti e politici. Perché noi sì che vediamo ciò che tutti ignorano o tentano di nasconderci.

Le pecche

Ma le teorie della cabala hanno tutte lo stesso difetto di base: presuppongono che la storia del mondo sia molto più semplice di quello che è. La premessa fondamentale di queste teorie è che è relativamente semplice manipolare il mondo. Un piccolo gruppo di “signori” presumibilmente può comprendere, prevedere e controllare tutto, dalle guerre alle rivoluzioni tecnologiche alle pandemie.

È particolarmente interessante come questo gruppo sarebbe in grado di vedere 10 mosse più in là sulla scacchiera degli avvenimenti del mondo. Quando un virus viene rilasciato da qualche parte, possono prevedere non solo come si diffonderà nel resto del mondo, ma anche quali effetti avrà sull’economia global nel giro di un anno. Quando scatenano una rivoluzione politica, possono controllarne il corso. E quando provocano una guerra, sanno perfettamente come andrà a finire.

Ma ovviamente - e qui giace l’errore - il mondo è ben più complicato di così. Guardiamo, ad esempio, all’invasione americana dell’Iraq. Nel 2003, la più grande potenza mondiale invadeva un Paese di medie dimensioni in Medio Oriente, sotto la pretesa di voler eliminare le sue armi di distruzione di massa e di porre fine al regime di Saddam Hussein. Alcuni già sospettavano che, in realtà, gli Stati Uniti avrebbero anche beneficiato dell’egemonia nella regione e del dominio delle sue risorse petrolifere. In ogni caso, gli Stati Uniti si imbarcarono in un’epocale e costosissima impresa militare.

Ma se andiamo avanti di un paio di anni, quali sono state le conseguenze di tale spedizione? Un completo disastro. Le presunte armi di distruzione di massa non sono mai state trovate ed il Paese è precipitato nel caos più assoluto. Il vero vincitore dell’intera faccenda risultò essere l’Iran, che ne uscì in qualità di potenza dominante della regione.

Dovremmo quindi concludere che George W. Bush e Donald Rumsfeld erano in realtà talpe iraniane sotto copertura, impegnate nel portare a termine il malefico piano iraniano? Non proprio. La conclusione dovrebbe essere invece che è incredibilmente difficile prevedere e controllare le faccende umane.

E non abbiamo certo bisogno di invadere il Medio Oriente per imparare questa semplice lezione. Chiunque abbia fatto parte di un comitato studentesco o consiglio comunale, o abbia semplicemente provato ad organizzare una festa di compleanno, sa perfettamente quanto sia difficile controllare altri esseri umani. Fai un piano, e fallisce. Provi a tenere qualcosa segreto ed il giorno dopo tutti sembrano parlare solo di quello. Trami qualcosa con un amico fidato e, al momento cruciale, quello ti pugnala alle spalle. 

Le teorie della cabala ci chiedono di credere che nonostante sia incredibilmente difficile controllare e prevedere le azioni di 1,000, o anche solo di 100 esseri umani, è in realtà altrettanto facile diventare il burattinaio di una popolazione di 8 miliardi.

La realtà

Esistono, ovviamente, un’intera sfilza di teorie complottiste nel mondo. Individui, multinazionali, organizzazioni, chiese, fazioni e governi sono costantemente impegnati nel tramare e perseguire un complotto di qualche tipo. Ma questo è esattamente ciò che rende difficile, se non impossibile, prevedere e controllare il mondo nella sua totalità.

Negli anni ’30, l’Unione Sovietica stava realmente progettando di espandere la rivoluzione comunista al resto del mondo; i banchieri capitalisti stavano davvero mettendo in atto uno svariato numero di strategie tutto tranne che trasparenti; l’amministrazione Roosvelt stava pianificando di rilanciare l’economia americana con il New Deal; ed il movimento sionista stava mettendo in atto il suo piano di stabilire una patria in Palestina. Ma questi ed innumerevoli altri complotti sono poi spesso falliti, e di certo non erano tutti frutto della stessa cabala dominatrice.

Tutt’oggi, tutti noi potremmo essere vittima di qualche cospirazione. I nostri colleghi potrebbero tramare di inimicarci il capo. Una grande casa farmaceutica potrebbe corrompere il nostro dottore affinché ci somministri qualche oppiaceo dannoso per l’organismo. Altre multinazionali potrebbero cospirare con i politici in modo da riuscire ad aggirare le normative ambientali ed inquinare l’aria che respiriamo. E, ancora, qualche gigante dell’industria tecnologica potrebbe hackerare i nostri dati personali, un partito politico potrebbe mettere in piedi un imbroglio elettorale nel nostro distretto, o un governo straniero potrebbe cercare di fomentare le forze estremiste del nostro paese. Tutte queste sono cospirazioni, in fondo, ma non sono parte di un unico grande complotto globale.

A volte una multinazionale, un partito politico od un dittatore riesce ad accumulare tanto potere da essere in grado di controllare una porzione significativa del mondo. Ma quando questo succede, è praticamente impossibile mantenerlo segreto. Dai grandi poteri, infatti, deriva grande notorietà.

In molti casi, la notorietà è essa stessa un prerequisito del potere. Prendiamo Lenin, ad esempio: non sarebbe mai stato in grado di ottenere l’influenza che ha avuto in Russia evitando l’attenzione pubblica. Anche Stalin, che inizialmente preferiva agire dietro le quinte, al culmine del suo potere politico, aveva un suo ritratto appeso in qualsiasi ufficio, scuola o casa privata dal Mar Baltico all’Oceano Pacifico. Il potere di Stalin, a quel punto, dipendeva completamente da un culto della personalità. Pensare che Lenin o Stalin fossero semplici burattini comandati da poteri più forti non solo ignora la realtà, ma contraddice l’evidenza storica.

Comprendere che non esiste un’unica cabala che segretamente controlla il mondo intero non è soltanto storicamente corretto, ma è anche un passo verso l’emancipazione intellettuale. Significa essere in grado di riconoscere i diversi attori della storia mondiale e di schierarsi con uno piuttosto che con l’altro. Alla fine la politica è proprio questa.

Yuval Noah Harari, storico

25 novembre 2020

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