English version | Cerca nel sito:

Un Giorno della Memoria, insieme

l'intervento di Ulianova Radice

Ulianova Radice

Ulianova Radice

Quest’anno il Giorno della Memoria cade in un momento particolarmente drammatico, mentre il terrorismo miete vittime in ogni parte del mondo.

Il 27 gennaio, lo sapete, è il giorno della liberazione dei prigionieri da Auschzwitz, innanzitutto e soprattutto ebrei, ma anche detenuti politici, omosessuali, rom, disabili. Tutti destinati alle camere a gas o a morire di stenti, di freddo, di fame e di tifo nelle baracche luride del lager.

Nel mondo in questo momento tanti giovani si lasciano traviare dalle sirene del fondamentalismo per trasformarsi in spietati assassini, i foreign figther che si arruolano e combattono per l’ISIS come i giovani tedeschi diventati nazisti si arruolavano nelle SS, o si fanno saltare in aria uccidendo tanti giovani come loro, e come voi, vittime innocenti sorpresi nei caffè, ai concerti, a scuola, com’erano innocenti gli scolari ebrei espulsi dalle classi, i bambini buttati sui treni della deportazione, i profughi trasformati in apolidi, senza patria e senza documenti, che tanto ci ricordano i migranti di oggi respinti alle frontiere della nostra Europa cosiddetta civile.

Per questo oggi vogliamo parlare di giovani - di altri giovani - a voi giovani: 
di Jan Karski, un giovane polacco che non ha girato la testa dall’altra parte quando i nazisti che avevano occupato il suo Paese perseguitavano gli ebrei e li chiudevano nei ghetti; 
di Peppino Impastato, un giovane siciliano che non ha sopportato di sottomettersi ai mafiosi e ha pagato con la vita la sua voglia di essere un ragazzo libero. 
Ci sono dei fumetti che raccontano la loro storia. 
I fumetti sono belli da leggere, sono diretti e si capiscono subito e bene.

Di questo parleremo insieme oggi. Di quello che pensate e di quello che ci avete mandato per il concorso “Adotta un Giusto”. Con questo concorso abbiamo rafforzato le visite guidate al Giardino dei Giusti di Milano, che ormai è diventato un punto nevralgico per la funzione civile della città, legata all’educazione dei giovani, soprattutto dall’istituzione della Giornata europea dei Giusti, il 6 marzo. Speriamo che il Giardino del Monte Stella possa continuare a svolgere questa funzione e si arricchisca sempre di più, insieme ai nuovi Giusti, di tanti giovani che ne traggano ispirazione per la loro condotta quotidiana. Ci sono state molte polemiche in questi mesi sul nostro progetto di riqualificazione del Giardino. Se ci sta veramente a cuore, difendiamolo e facciamo in modo, tutti insieme, che diventi davvero un luogo dove si possa ritrovarsi a riflettere, a confrontarsi, a migliorarsi.

Vogliamo proporvi qualcosa di bello, di interessante, di forte, che vi rimanga nel cuore e nella mente.

Per questo vi parleremo anche di una persona speciale, una donna formidabile, una madre coraggio, la mamma di Peppino Impastato. Una mamma che ha saputo trovare la forza di resistere al dolore più grande che una madre può subire: la perdita di suo figlio. Felicia ha trasformato questo dolore in una leva straordinaria, in una forza tremenda, inarrestabile, che le ha permesso di sfidare il grande boss della mafia, padrone della Sicilia negli anni Settanta, Gaetano Badalamenti. Abitavano nello stesso paese, Cinisi, a cento passi uno dall’altra. Felicia Impastato ha ottenuto che Gaetano Badalamenti fosse condannato all’ergastolo come mandante dell’assassinio del figlio Peppino. Ci son voluti 24 anni di dure battaglie, di sconforti e di riscosse, ma alla fine ce l’ha fatta, poco prima di morire. Una grande donna, possiamo dire con fierezza una grande italiana e i siciliani con fierezza possono aggiungere: una grande siciliana.

Ecco, è a questi esempi, a Jan, il giovane polacco, a Peppino, a Felicia che dobbiamo pensare per chiederci: dopo Auschwitz, ora, ci sono io. Cosa devo e posso fare io, oggi, adesso, di fronte alle nuove tragedie della storia, a quello che sta succedendo proprio sotto i miei occhi? Per non voltare la testa dall’altra parte, per essere responsabile anch’io, per cercare di migliorare e non peggiorare questo mondo, che è la nostra più grande ricchezza?

Da questo palco, insieme, possiamo ascoltare, riflettere e imparare.

Buona Giornata della memoria insieme!!!

Ulianova Radice, direttore di Gariwo

29 gennaio 2016

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google.

Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

leggi tutto

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia