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Una legge per la memoria dei Giusti

approvata dalla Regione Emilia-Romagna

L'assemblea regionale

L'assemblea regionale

21 ottobre 2008
Regione Emilia-Romagna
Approvazione legge “Memoria e responsabilità. Promozione e sostegno di iniziative per la memoria dei Giusti”, su iniziativa dei consiglieri Varani (fi-pdl), Richetti (pd) e Mezzetti (sd).

Comunicato Ufficio Stampa dell'Assemblea Legislativa
ASSENSO UNANIME ALLA LEGGE SULLA “MEMORIA DEI GIUSTI”

(Bologna, 21/10/2008) - 

L'Assemblea ha approvato all’unanimità il progetto di legge....
All’articolo 1 sta scritto che “la Regione è impegnata a preservare la memoria degli uomini e delle donne che hanno operato contro ogni tentativo di genocidio e crimine contro l’umanità”. Scopo del provvedimento è incentivare il recupero della memoria di persone che in contesti difficilissimi hanno operato a rischio della propria vita per salvare altri esseri umani....

Ciò appare tanto più necessario nel momento in cui si ripresentano manifestazioni di “negazionismo” della Shoah: le istituzioni non devono limitarsi al pur necessario presidio di una verità inconfutabile quale l’Olocausto, al fine di evitare che si indebolisca il ricordo delle pagine più oscure vissute dalla comunità umana, ma sforzarsi di attualizzare il significato di quelle vicende. La legge mira a contribuire alla custodia della memoria di uomini e donne dell’Emilia-Romagna “che hanno agito per salvare esseri umani dal genocidio, a partire dalla persecuzione degli ebrei”; a tal fine, vengono citati fatti “emblematici” che toccano il nostro territorio, come il campo di concentramento di Fossoli, e diversi esempi di persone che si impegnarono nel salvataggio di ebrei.

Più in generale, la Regione si impegna a promuovere iniziative per custodire e divulgare la memoria di coloro che hanno operato contro genocidi e crimini contro l’umanità. Verrà costituito il “Comitato per la promozione e il sostegno di iniziative per la memoria dei giusti”, formato da 5-7 esperti e personalità scelti dall’ufficio di presidenza dell’Assemblea; il comitato promuoverà iniziative per valorizzare il significato dei gesti compiuti, delle diverse storie individuali, al fine di ricordare che “di fronte al male si può dire sì o no”.

Tra le iniziative che la Regione potrà patrocinare, promuovere e sostenere sono indicati studi e ricerche, convegni, pubblicazioni, musei, centri studi, fondazioni, biblioteche, intitolazioni di luoghi ed edifici, iniziative di recupero urbanistico e ambientale, produzioni radiofoniche, televisive, multimediali e cinematografiche, corsi e attività di formazione, viaggi degli studenti nei luoghi dello sterminio.

Il relatore Massimo Mezzetti (sd) ha sottolineato il carattere trasversale dell’iniziativa, l’unanime consenso raccolto in commissione e nell’udienza conoscitiva. L’intenzione è quella di valorizzare il coraggio civico e la responsabilità individuale, nel sessantesimo anniversario dell’entrata in vigore della costituzione e nel settantesimo della promulgazione delle leggi razziali. La memoria non è un monolite, è sempre in divenire; la Regione si assume il compito di stimolare iniziative che contrastino il sonno delle coscienze, richiamando l’attenzione su chi, in condizioni di estrema difficoltà e pericolo, ha voluto mettere in discussione il conformismo della maggioranza, resistendo ai terribili ingranaggi della macchina totalitaria. Dai giusti ci vengono esempi, ha concluso, di come anche nelle situazioni più negative l’essere umano sia capace di straordinari atti di rigenerazione morale.

Matteo Richetti (pd) è partito dalla personale esperienza ad Auschwitz, il 27 gennaio scorso, insieme a studenti e insegnanti, ricordando il forte impatto emotivo su quei ragazzi, la loro nuova consapevolezza. Ci sono ricordi indicibili, che vanno alimentati con la trasmissione della memoria; la legge intende dare valore a figure che hanno rappresentato l’ultimo argine al Male, il riscatto dell’umanità dall’annichilimento, stimolando l’emersione e la conoscenza di tanti atti di ordinario eroismo.

Pur annunciando il proprio voto favorevole, e auspicando che la legge possa rilanciare la ricerca storica su fatti verificatisi nel nostro territorio, la consigliera Donatella Bortolazzi (pdci) ha manifestato qualche preoccupazione. Focalizzare l’attenzione solo su vicende personali, per quanto encomiabili, può innescare strumentalizzazioni politiche, e va scongiurato il rischio di creare eroi e di abusare di categorie come Bene e Male. Altrimenti il Male viene ridotto a feticcio, lavando la coscienza collettiva e minimizzando, per esempio, l’indifferenza di tanti italiani e il consenso di massa al fascismo.

Nel suo intervento, Gianni Varani (fi-pdl) ha voluto respingere la legittima obiezione sul fatto che ci fosse bisogno di una legge, sottolineando l’opportunità del momento in cui questo testo viene portato all’approvazione dell’Aula. Lo strumento della legge regionale può contribuire alla costruzione di una memoria condivisa, facendo leva sulla eccezionale rilevanza educativa di queste figure storiche. Serve al nostro presente, ha aggiunto, qualunque tentativo di riscoprire il buono che c’è nella nostra storia, nella storia di questa Regione.

Per Gabriella Ercolini (pd) si tratta di un atto estremamente significativo, e sarà molto importante farlo conoscere affinché sia pienamente utilizzato. Nel corso degli anni ha maturato la convinzione che la storia migliore dell’umanità sia fatta da atti di ribellione individuale. La loro funzione pedagogica è tanto più rilevante in un’epoca in cui i giovani sono sottoposti a un continuo bombardamento conformistico.

Da ultimo, Mauro Manfredini (ln) ha manifestato la condivisione propria e del gruppo lega nord, invitando l’assemblea a non accontentarsi di iniziative che aiutino a ricordare e a trasmettere la memoria: a suo parere c’è bisogno di uscire dall’indifferenza verso tutti i sintomi, di cui è piena l’attualità, in cui sembrano riemergere certi sentimenti di odio, di superiorità su base razziale, etnica o politica, che producono perdita della dignità umana.

a cura di: Ufficio Stampa dell'Assemblea Legislativa


Dichiarazione di Antonia Grasselli, coordinatrice dell’Accordo di rete “Storia e Memoria”

Occorre dare merito all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna che ha votato ieri all’unanimità la legge che promuove nella nostra regione la memoria dei Giusti, prima in Italia, vincendo resistenze e superando forti obbiezioni. Io credo che il grande “successo” che questo tipo di richiamo sta riscuotendo in questi ultimi anni, non solo presso il pubblico giovanile, sia un “segno dei tempi”. Le figure esemplari degli uomini Giusti, le storie anche controverse delle loro vite, le difficoltà incontrare dalle loro azioni in questo nostro presente così confuso possono veramente rappresentare l’ago che nella bussola indica il Nord, la direzione cioè di un cammino umano. I Giusti di tutti i genocidi e i crimini contro l’umanità sono quelli di cui vogliamo fare memoria, ma occorre acquistare uno sguardo allenato a riconoscerne le tracce, perché i loro comportamenti restano nascosti, rischiando così di essere dimenticati. È nella scuola che la memoria dei Giusti può e deve essere costruita e valorizzata, per il suo alto valore educativo.
Ed è dalla scuola che è partito l’iter della presente legge, dalle ricerche di centinaia di studenti e dai convegni che la rete regionale “Storia e Memoria” ha organizzato in questi tre anni in collaborazione con il Comitato per la Foresta Mondiale dei Giusti e grazie al sostegno della Regione Emilia Romagna e dell’Ufficio Scolastico Regionale.

6 novembre 2008

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Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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